STORIA

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Questo blog è stato realizzato dagli alunni della 3 B nelle ore di progetto bilingue dell'anno scolastico 2010/2011.  Era intenzione di noi insegnanti utilizzare queste ore per approfondire alcuni argomenti di storia e ci sembrava  importante sottolineare la ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Non avevamo tuttavia ancora pianificato la nostra attività quando la pubblicazione del volume di Carlo Fruttero e Massimo Gramellini  "La Patria, bene o male. Almanacco essenziale dell'Italia unita (in 150 date)"  ci ha fornito una traccia di lavoro già pronta all'uso. Abbiamo perciò scelto alcune date significative per realizzare un blog nel quale pubblicare materiali trovati attraverso ricerche in internet e in biblioteca.  Abbiamo cercato di realizzare degli approfondimenti tematici attraverso testi, immagini e video che vogliono in qualche modo sottolineare lo stretto legame  tra passato e presente. Una particolare attenzione è stata dedicata alla realtà valdostana presa in esame  anche attraverso una cronologia dei fatti più importanti al fine di costruire un quadro abbastanza delineato del come si viveva in Valle d'Aosta. Il blog non ha la pretesa di realizzare un lavoro storico o letterario accurato e dettagliato. Molti dati relativi ai personaggi storici citati sono frutto di semplici lavoro di sintesi di altro materiale già presente sul web. Tuttavia la proposta dei materiali scelti e pubblicati vuole essere uno spunto per suscitare la curiosità degli alunni e dei visitatori. Ringraziamo perciò tutti coloro ai quali abbiamo preso "in prestito" dei contributi e speriamo di lasciare a tutti coloro che vedranno queste pagine una testimonianza del nostro lavoro.

Modalità di lavoro:

la classe è stata divisa in tre gruppi che si sono alternati sulle varie date da noi scelte per ricordare la Storia dell'Italia  e hanno lavorato sui contributi in italiano, francese e TIC: per cui le date che appaiono sono in realtà rappresentativi dei gruppi di lavoro.

Ogni gruppo ha lavorato su tre date.

 

Articolo post Videoconferenza del 16 marzo 2011 Link alla videoconferenza Se non dovesse funzionare il link incollate sul browser il seguente indirizzo. http://flashmeeting.e2bn.net/fm/fmm.php?pwd=0d19f6-12829

Foto scattate durante la videoconferenza del 16 Marzo: Buon Compleanno Italia

 

 

 

"Con chi comanda"

"Con chi comanda" è il titolo scelto da Fruttero e Gramellini per la pagina dedicata alla presa di Roma. Il titolo fa ironicamente riferimento alla propensione degli italiani ad adattarsi a stare "con chi comanda." Questo brano racconta come il 20 settembre 1870 Roma divenne capitale d'Italia. La data decisiva, però fu il 1° settembre perché in quell'anno l'imperatore francese Napoleone III venne sconfitto, abdicò e andò in esilio, lasciando lo Stato Pontificio senza protezione. Gli italiani sfruttarono questa occasione per spostare la capitale da Firenze a Roma, organizzando un corpo di spedizione potente e numeroso. Le forze papaline non erano da meno e comprendevano vari mercenari di varia provenienza. Il confine venne passato pacificamente ma arrivati in vista della città tutte le porte erano sbarrate e fortificate. Sarà così Porta Pia a fare le spese di questo scontro simbolico infatti una breccia si aprì e nessuna resistenza si oppose. Le truppe papaline furono fatte uscire dalle mura e spedite a Civitavecchia. Questo video è uno spezzone del programma Bellitalia che parla della Breccia di Porta Pia.

 

"Superfantozzi" film del 1986 Breccia di Porta Pia, questo è un film che parla della Breccia di Porta Pia in un modo diverso Attore: Paolo Villaggio

Superfantozzi: Paolo Villaggio è un famoso attore, i suoi film sono di genere comico o demenziale. In questo frammento di video si vede Ugo Fantozzi che si trasferisce in una casa con il salotto che confina con parte del muro di Porta Pia. I bersaglieri demoliscono il muro di Porta Pia e invadono la nuova casa di Fantozzi.

I Protagonisti

PAPA PIO IX Giovanni Mastai Ferretti nacque il 13 maggio 1792. Agli inizi era considerato un papa liberale in grado di portare l'Italia all'unificazione, ma poi passò alla storia come irriducibile avversario dello stato unitario. Il 16 giugno 1846, a soli 54 anni, venne eletto pontefice. Papa Pio IX, un mese dopo l'elezione, concesse un'amnistia generale per i reati politici. Fu artefice di grandi riforme dello Stato Pontificio: una di queste fu l'abolizione della discriminazione contro il ghetto ebraico, inoltre, concesse la Costituzione e consentì al suo esercito di partecipare alla prima guerra d'indipendenza contro l' Austria. 

GARIBALDI Garibaldi è importante per la presa di Roma perché fu il primo a voler Roma capitale e perché fu il primo a tentare di conquistare Roma ma fu fermato da re Vittorio Emanuele e anche perché a Roma lui fondo la repubblica romana Giuseppe Garibaldi l'Eroe dei due Mondi Garibaldi viene soprannominato l'Eroe dei due Mondi per le azioni svolte nell'America Latina e in Italia. Nell'America Latina partecipò alla rivoluzione delle Farappos (straccioni). In Italia guidò la spedizione dei Mille per conto del re del Regno di Sardegna. La spedizione dei Mille La spedizione dei Mille partì da Quarto in Liguria e arrivò a Marsala in Sicilia. I contadini lo vedevano come un liberatore quindi si unirono alla sua causa e in alcuni paesi uccisero anche i proprietari terrieri. La battaglia si concluse con la vittoria dei garibaldini e l'annessione del Regno delle Due Sicilie all'Italia.

Garibaldi Blues Questa canzone parla della vita di Garibaldi e delle sue imprese.La canzone è scritta da Bruno Lauzi un cantautore genovese appartenente alla scuola genovese di cantautori cioè un gruppo di cantautori di cui fanno parte anche fabrizio de andré, umberto bindi e altri cantautori questo è un gruppo di artisti che ha avuto successo negli anni 60 come solisti o gruppi. Appartiene al genere folk pop.

Garibaldi innamorato Questo video parla dell' amore di Garibaldi verso Anita. Anita era la moglie di Garibaldi, si sono sposati nel 1842 il 26 marzo. Anita e Garibaldi si incontrarono nella città di Laguna . Anita insegno anche a Garibaldi a cavalcare perché lui non lo sapeva fare.

Garibaldi Questa è una canzone del gruppo "Elio e le storie tese" che parla della Spedizione dei Mille. Parodia di canzoni dei Pooh e Jaunes cantate da Elio nel programma di RAI3 nel programma "Parla con me"

Fanfara dei bersaglieri che suona davanti a Porta Pia

 

 

1870: au Val d'Aoste 1870: que s'est-il passé?

30 mars: à Turin, mort du chanoine Félix Orsières, protagoniste de la vie politique et culturelle du Val d'Aoste pendant les années '40 et'50. 9 avril: à Morgex, un incendie détruit plusieurs maisons . Grâce à l'intervention des douaniers, des gardes forestiers et de la population il n'y a qu'une victime. 10 mai: le Cabinet de lecture est inauguré dans une salle de la section du Club Alpin Italien , à Aoste. Un directeur, un bibliothécaire et un secrétaire gèrent la bibliothèque. 23 mai: mort du chanoine Georges Carrel, alpiniste, homme de sciences, il a promu l'essor touristique, notamment celui du Valtournanche.. Il a fondé la Société de la flore valdôtaine et la section du CAI. juillet: à Valsavarenche, où le roi Victor Emmanuel II passe ses vacances, on installe le premier télégraphe, qui relie la résidence du monarque à Florence, capitale du royaume. 30 juillet: la Chambre des Députés approuve le projet de chemin de fer Ivrée-Aoste. Les parlementaires valdôtains Édouard Crotti di Castigliole et Louis Paris font approuver un financement de 3.500.000 . 25 septembre: mort du comte Édouard Crotti di Castigliole. Depuis 1867 il représente le territoire de Verrès. 20-27 novembre: Les élections politiques ont lieu. À Verrès, on élit Domenico Carutti (214 voix) contre Philibert Frescot (112 voix)

 

1870: comment vivait-on au Val d'Aoste?

Au lendemain de l'Unité italienne, la situation économique et sociale au Val d'Aoste est très pénible. Les autorités municipales de la ville d'Aoste se plaignent du nombre extraordinaire de mendiants dans la ville. La situation de l'agriculture, d'où la plupart des Valdôtains tirent leurs moyens de vie, n'est pas assez rentable en montagne et, dans la plaine, les techniques de travail sont plutôt archaïques. C'est pourquoi une association, le Comice Agricole, cherche à améliorer le travail des paysans et favorise la sélection de la race pie rouge. Les conditions du travail dans les mines sont désastreuses: les pauvres ouvriers sont logés comme de vrais lapins, ils souffrent de nombreuses maladies, souvent, ils n'ont pas d'assistance sociale. L'industrie aussi est en crise: le combustible est insuffisant et, en plus, la politique libre-échangiste de Cavour abolit les droits protecteurs qui ont permis jusque là aux industriels du Val d'Aoste de vendre leur production sans trop se soucier de la concurrence étrangère. Le gouvernement favorise le déplacement de l'industrie sidérurgique des centres miniers alpins au littoral ligurien, où les usines peuvent être alimentées en combustible par mer. Au moment où l'industrialisation est en crise, le tourisme est en expansion: le thermalisme à Saint-Vincent ou à Pré-Saint-Didier, l'alpinisme à Courmayeur et à Valtournanche. La présence du couple royal attire des hôtes célèbres. [caption id="attachment_128" align="aligncenter" width="500" caption="1868 : un groupe d'enfants devant la façade ouest de la Porte Prétorienne"]

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1870: quelles voies de communication au Val d'Aoste?

Il faut ajouter que la situation économique est aggravée par les conditions lamentables des voies de communication, qui rendent pénibles les échanges commerciaux avec les autres territoires du royaume. La route carrossable, qui relie Ivrée à Aoste, est dangereuse en plusieurs endroits; elle est parcourue par une diligence (il faut 11 heures pour aller d'Ivrée à Aoste). Les vallées latérales ne sont accessibles qu'à dos de mulet et le voyage coûte cher ( entre Châtillon et Valtournanche il coûte l'équivalent de deux journées d'hôtel). À partir de 1855, le roi Victor Emmanuel séjourne au Val d'Aoste pour chasser le bouquetin; pour faciliter ses déplacements on ouvre 3000 km de sentiers muletiers. Depuis quelques années on parle de la nécessité de construire un chemin de fer. En 1870, le gouvernement italien approuve la construction de la ligne et accorde une subvention. [caption id="attachment_132" align="aligncenter" width="500" caption="1869 : la route nationale entre Bard et Hône. Six ans avant cette photo, on avait inauguré le tunnel qui évitait aux voitures de monter jusqu'au vieux bourg de Bard"]

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Il Vate e l'Aquilotta

La data del 4 novembre del 1878 è quella in cui si incontrano per la prima volta due protagonisti della seconda metà del XIX secolo: la regina Margherita e Carducci. Giosuè Carducci alla fine dell'Ottocento veniva considerato il Vate d'Italia perché meglio di chiunque altro rappresentò attraverso la poesia la bellezza e la grandiosità della nostra penisola. Nel novembre del medesimo anno, Carducci ricevette visita dalla Regina Margherita di Savoia; il poeta incantato dal fascino della bellissima regina le dedicò una delle sue odi: ODE ALLA REGINA D' ITALIA. Il professore ormai innamorato della regina risale l' Italia fino in Valle d' Aosta, più precisamente a Gressoney, dove la regina ha una delle sue residenze estive. Giosuè Carducci, inizialmente repubblicano, diventò fedele alla monarchia dopo uno dei loro colloqui e questa conversione fece scalpore tra i repubblicani. Margherita era di madre Tedesca e di padre Genovese ma diventò ufficialmente dei Savoia quando sposò nel 1868 suo cugino: il principe ereditario Umberto. I due erano completamente diversi da tutti i punti di vista, infatti lui amava la guerra e lei amava le feste. Quando il marito divenne Umberto I, l' Aquilotta fece trasformare il Quirinale in un ambito centro intellettuale. Molti la paragonano la giovane regina Margherita a Lady Diana, in quanto religiosissima e molto sesibile in ambito di beneficenza e sulla popolazione. Quando le morì il consorte lasciò il trono a Elena; lasciò Gressoney e si ritirò a Bodighera in villa. Prima di morire si stupirà che il rozzo Mussolini fosse un perfetto gentleman. La regina morirà nel 1926, rimpianta da molti italiani.

 

La vita di Giosuè Carducci

[caption id="attachment_180" align="alignleft" width="112" caption="Giosuè Carducci"]

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Carducci nacque nel 1835 in Versilia a Valdicastello (Pietrasanta, provincia di Lucca) da Michele e Ildegonda Celli.

Nel 1856 dopo essersi trasferito vicino a Pisa, insegnò retorica presso il Ginnasio di San Miniato.

 

[caption id="attachment_181" align="alignleft" width="260" caption="Carducci centenario"]

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Nel 1858 venne allontanato dal liceo per condotta "immorale e irreligiosa", dopo questo fatto andò ad abitare a Firenze dove lavorò presso l'editore Gaspero Barbera del quale curava l'edizione dei piccoli volumi della "Bibliotechina Diamante", e dando lezioni private.

Riammesso all'insegnamento, gli venne affidato un incarico presso il Liceo Classico Niccolò Forteguerri di Pistoia, dove insegnò per tutto il 1859 Latino e Greco.

Con decreto del 26 settembre 1860 venne incaricato dall'allora Ministro della Pubblica Istruzione Terenzio Mamiani Della Rovere a tenere la cattedra di Eloquenza Italiana, in seguito chiamata Letteratura Italiana,presso l'Università di Bologna, dove rimarrà in carica fino al 1904.

Dal 1877 al 1889 scrisse le "Odi barbare" e dal 1861 al 1887 scrisse "Rime nuove".

Nel 1878, in occasione di una visita della famiglia reale a Bologna, scrisse l'Ode Alla Regina d'Italia in onore della regina Margherita, ammiratrice dei suoi versi, e venne accusato di essersi convertito alla monarchia, suscitando quindi forti polemiche da parte dei repubblicani.

Nel 1906 l' Accademia di Svezia gli conferì il Premio Nobel per la letteratura.

Morì il 16 febbraio 1907.

 [caption id="attachment_182" align="alignleft" width="171" caption="Ritratto di Carducci di giovane"]

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Le Odi Barbare

Odi barbare di Giosuè Carducci è una raccolta di 50 liriche scritte tra il 1873 e il 1893.

Le Odi barbare ebbero molteplici edizioni e rivisitazioni. Furono infatti edite per la prima volta per la casa editrice Zanichelli nel 1877, furono quindi seguite da varie edizioni fino a quella definitiva del 1893.

Il libro rappresenta il tentativo da parte del Carducci di riprodurre la metrica quantitativa dei Greci e dei Latini con quella accentuativa italiana.

Nelle "Odi Barbare " predomina il tema storico.

Curiosità: scrivere una breve introduzione.

La regina, che già nell'aprile del 1902 aveva acquisito "la biblioteca e gli autografi e carte del poeta, per evitare qualunque pericolo di dispersione e divisione, acquista dalla famiglia Levi la casa dove vive il poeta a Bologna al costo di £.60.000, con l'intento di donarla alla città che dovrà "mantenerlo nella presente sua forma e destinarlo alla biblioteca di Lui". Morto Carducci, con atto del 3 maggio 1907, il Comune di Bologna, accettando la donazione, si impegna a "perpetuamente conservare la casa e la biblioteca di Giosue Carducci alla venerazione degli Italiani e degli stranieri". Il 6 novembre 1921, presenti i sovrani, viene inaugurata la casa-museo e la biblioteca-archivio.

San Martino La nebbia a gl'irti colli piovigginando sale, e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar; ma per le vie del borgo dal ribollir de' tini va l'aspro odor de i vini l'anime a rallegrar. Gira su' ceppi accesi lo spiedo scoppiettando: sta il cacciator fischiando sull'uscio a rimirar tra le rossastre nubi stormi d'uccelli neri, com'esuli pensieri, nel vespero migrar. (Giosuè Carducci 19° secolo) In questo video qua sotto il comico Fiorello ha messo in musica la poesia di San Martino, riscoutendo un mediocre successo.

La Regina Margherita [caption id="attachment_118" align="alignright" width="131" caption="La Regina Margherita"][/caption]

Il Castel Savoia Il Castello Savoia, costruito tra il 1899 e il 1904, fu edificato dall'architetto Stramucci nello stesso stile in uso in Francia e in Savoia. Fu edificato su di un bel vedere all'interno di esteso parco verdeggiante. Il castello è costituito da un nucleo centrale addossato a 5 torrette tutte diverse da loro. Questo maniero venne frequentato dalla Regina Margherita per diverse estati fino al 1925, anno precedente alla morte. Il castello al giorno d'oggi è un luogo molto visitato che attira turisti da tutta Italia. [caption id="attachment_127" align="alignleft" width="240" caption="Castel Savoia"][/caption]

La Capanna Margherita La capanna Margherita fu inaugurata il 18 agosto 1893 con la presenza della stessa Regina Margherita. Il rifugio fu costruito sulla punta Gnifetti a 4559 s.l.m. La costruzione è costata circa 17.094 lire e 55 centesimi e il costo dell'ingresso il giorno dell'inaugurazione era di 1 lira; che venne versata anche dal direttore dei lavori. Oggi, Capanna Margherita è meta di moltissimi alpinisti che partono per escursioni su tutta la catena del Monterosa. [caption id="attachment_129" align="alignleft" width="195" caption="Regina Margherita al rifugio Margherita"]

[/caption] [caption id="attachment_131" align="alignleft" width="138" caption="Rifugio Margherita"]

[/caption] [caption id="attachment_136" align="alignleft" width="116" caption="Capanna Margherita"

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La Pizza Margherita Questa pizza venne chiamata così, proprio in onore della Regina Margherita. Quest'ultima si fece preparare in suo onore tre pizze: una con la mustincola; una alla marinara; e una con pomodoro mozzarella e basilico in ricordo della nostra bandiera tricolore. La Regina fu colpita da quest'ultima e per questo motivo il pizzaiolo napoletano Raffaele Esposito la chiamò così.

[caption id="" align="alignnone" width="150" caption="La pizza Margherita"]

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Pettegolezzi Navigando in internet abbiamo trovato anche un sito su cui erano elencati tutti gli pettegolezzi di casa Savoia. Come ad esempio le possibili sbandate amorose della Regina e di suo marito: si dice che la Regina abbia avuto degli amanti come Carducci e addirittura di Benito Mussolini. Invece di suo marito si dice che ogni volta avesse una nuova avventura amorosa regalasse a sua moglie una nuova collana di perle: Margherita infatti veniva chiamata ‘‘la Regina più perlata d'Europa'' tutte queste informazioni si possono trovare sul blog di Francesca Bordone della IV E, una giovane studentessa.

 

Un raro filmato della Regina Margherita

 

Les séjours de la Reine à Gressoney en images [caption id="attachment_292" align="alignleft" width="500" caption="1889- La reine porte le costume des femmes de Gressoney. Elle veut rendre hommage aux villageois qui l'accueillent tous les étés. GRESSONEY SAINT-JEAN ET LA REINE MARGUERITE La reine Marguerite de Savoie séjourne pour la première fois à Gressoney en 1889 . Elle connaît déjà notre Vallée, notamment Courmayeur, où elle a séjourné plusieurs fois. Elle est accueillie chez le baron Louis Peccoz , dans sa merveilleuse villa . Depuis l'été 1889, elle passera toutes ses vacances estivales à Gressoney qu' elle rejoint , d' abord en passant par le col de Valdobbia ou en remontant, à dos de mulet, la vallée du Lys et, à partir de 1894, date de construction de la route carrossable, en carrosse et, plus tard, en voiture. Elle est frappée pas la beauté du paysage, par la tranquillité de cet endroit, par la possibilité de faire des randonnées sur les sentiers de montagne toujours accompagnée de son fidèle ami Peccoz. Elle aime tellement Gressoney Saint-Jean que son mari, le roi Humbert 1, décide de construire un château qui ne sera achevé qu'en 1904, quatre ans après sa mort (le roi Humbert est tué à Monza le 29 juillet 1900 ). Ses séjours à Gressoney attirent les plus beaux noms de l'aristocratie et de la culture italienne. Pas mal de représentants de la noblesse et d' hommes d'état font bâtir leurs villas à Gressoney Saint-Jean et à Gressoney la Trinité. Parmi les hôtes célèbres de Gressoney nous signalons Giosuè Carducci (en 1898 pendant son séjour à l'hôtel Miravalle, il lit des poèmes à la reine et à sa cour). Giuseppe Giacosa achève son livre sur les châteaux du Val d'Aoste et du Canavais à l'alpe Lavetz en 1897 et s'inspire à la décoration de l'hôtel Mont-Rose dans la comédie Acquazzone in Montagna.

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[caption id="attachment_293" align="alignleft" width="500" caption="1890-La villa du baron Peccoz à Gressoney-St-Jean. Elle est inaugurée en 1883. La reine y passera plusieurs étés."]

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[caption id="attachment_294" align="alignleft" width="500" caption="16-19 août1893-Le Club Alpin vient d'ériger, au sommet de la pointe Gnifetti, sur le Mont-Rose, une grande cabane-observatoire, dédiée à la Reine Marguerite , elle a voulu exprimer sa sympathie en allant y passer une nuit et y assister à une messe"]

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[caption id="attachment_295" align="alignleft" width="500" caption="15 août 1893-le cortège royal est accompagné de nombreux guides et porteurs de Gressoney"

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[caption id="attachment_296" align="alignleft" width="500" caption="1893- Une cordée avec la reine encore jeune, elle a 42 ans "]

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[caption id="attachment_306" align="alignleft" width="500" caption="1893- Le campement royal."][/caption]

[caption id="attachment_307" align="alignleft" width="500" caption="1893-La reine quitte la cabane Marguerite en traîneau, derrière elle, le baron Peccoz dirige les opérations"]

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[caption id="attachment_308" align="alignleft" width="500" caption="189…- La reine Marguerite sort de l'église après la messe. Les villageois et les touristes la regardent avec curiosité."

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[caption id="attachment_309" align="alignleft" width="500" caption="1900- La reine et le roi Humbert I sur le perron de la Villa Peccoz"][/caption]

[caption id="attachment_310" align="alignleft" width="500" caption="1908- La reine a déjà cinquante-sept ans, elle a renoncé aux montées plus difficiles, mais elle continue à faire des excursions. "]

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[caption id="attachment_311" align="alignleft" width="500" caption="1910- Dès 1904 tous les étés elle part pour des excursions en automobile à travers la Vallée D'Aoste et le Biellais. Elle voyage toujours incognito, en simple touriste. "][/caption]

[caption id="attachment_315" align="alignleft" width="500" caption="Le décor du château Savoie en 1910. Il a l'été projeté par l'ingénieur Emilio Stamucci. "][/caption]

[caption id="attachment_316" align="alignleft" width="500" caption="1924- Les officiers du bataillon Levanna, qui campent près de Gressoney reçoivent la visite d'une reine septuagénaire."]

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[caption id="attachment_318" align="alignleft" width="500" caption="1925-La reine sort de la messe à Gressoney : c'est son dernier séjour valdôtain. Elle mourra le quatre janvier 1926 à Bordighera."]

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Il bambino talpa Il brano di Gramellini e Fruttero intitolato "Il bambino talpa" racconta un fatto successo realmente: la frana di una zolfara nell'Agrigentino. Fra tutti i morti hanno contato decine di bambini. Essi lavorano nelle miniere e vengono chiamati CARUSI. Nei secoli passati i bambini venivano comprati all'età di 8 anni e lavoravano dalle quattro del mattino alle quattro del pomeriggio. La legge prevedeva che non si poteva lavorare in miniera fino ai 15 anni d'età, ma questa legge spesso non era rispettata. Neanche la tragedia di un ragazzo ucciso a calci nello stomaco riesce convincere i padroni delle miniere a smettere di comprare i Carusi, tanto che anche questo caso venne poi archiviato come morte naturale. Quando i giornalisti si recano sul luogo della frana sentono i lamenti dei carusi che salgono all'aperto seguiti da un picconiere che li fa camminare. Questa è una delle tante tragiche tragedie che successero in quegli anni, ma che purtroppo succedono ancora oggi.

Rosso Malpelo Dopo aver letto Il Bambino Talpa scritto da Gramellini ci colleghiamo alla novella di Verga "Rosso Malpelo" che racconta di un bambino che veniva sfruttato nelle miniere di zolfo. Nonostante suo padre sia morto, a causa di un incidente nella miniera, lui continua lavorare e soffrire portando pochissimi soldi a casa da sua madre e sua sorella che non badando al suo sforzo non hanno rispetto per lui. E pensare che dei bambini che hanno anche solo 3 anni vengano sfruttati fino allo sfinimento per poi essere pagati miseramente è davvero orribile. E questo non successe solo allora ma succede ancor'oggi in molti paesi soprattutto in quelli poveri. Questo spezzone di video l'abbiamo tratto dal film di Pasquale Scimeca che racconta la perdita del padre e il lavoro di Rosso Malpelo novella famosa di Giovanni Verga! Completare illustrando il progetto collegato al film

Giovanni Verga : la vita Giovanni Verga è nato il 2 settembre 1840 a Catania e deceduto il 27 gennaio 1922 nella stessa città natale. Verga è stato uno scrittore verista famoso per le sue opere letterarie. Tra i temi affrontati, si occupò dello sfruttamento minorile del lavoro e delle condizioni di vita e povertà in Sicilia. Molti delle sue novelle ebbero ispirazione dalla sua vita adolescenziale e di campagna. Il 24 gennaio 1922 fu colto da un ictus, non riprese conoscenza e morì il 27 gennaio nella sua casa a Sant'Anna assistito dai nipoti e da un amico. Qui sotto sono riportate una sua foto e un suo autografo.

[caption id="attachment_418" align="alignleft" width="500" caption="L'autografo di Giovanni Verga"][/caption]

Giovanni Verga

Un filmato sulla vita di Giovanni Verga

 

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Ciaula scopre la luna

da completare

Pirandello : la vita

Pirandello, figlio di Stefano e Caterina Ricci Gramitto, appartenenti a famiglie di agiata condizione borghese, dalle tradizioni risorgimentali, nacque nel 1867 in località Càvusu vicino Girgenti, luogo che al momento della sua nascita aveva cambiato la sua denominazione originaria in "Caos". L'infanzia di Pirandello non fu sempre serena ma, come lui stesso avrebbe raccontato nel 1935, caratterizzata anche dalla difficoltà di comunicare con gli adulti e in specie con i suoi genitori, in modo particolare con il padre. Questo lo stimolò ad affinare le sue capacità espressive e a studiare il modo di comportarsi degli altri per cercare di corrispondervi al meglio. Fin da ragazzo soffriva d'insonnia e dormiva abitualmente solo tre ore per notte.[3] Nel 1892 Pirandello si trasferì a Roma, dove poté mantenersi grazie agli assegni mensili inviati dal padre. Qui conobbe Luigi Capuana che lo aiutò molto a farsi strada nel mondo letterario e che gli aprì le porte dei salotti intellettuali dove ebbe modo di conoscere giornalisti, scrittori, artisti e critici. Nel 1894, a Girgenti, Pirandello sposò Maria Antonietta Portulano, figlia di un ricco socio del padre. Questo matrimonio probabilmente concordato soddisfaceva anche gli interessi economici della famiglia di Pirandello. Nonostante ciò tra i due coniugi nacque veramente l'amore e la passione. Grazie alla dote della moglie, la coppia godeva di una situazione molto agiata, che le permise di trasferirsi a Roma. Nel 1895, a completare l'amore tra gli sposi, nacque il primo figlio: Stefano, a cui seguirono due anni dopo, Rosalia (1897) e nel 1899 Fausto. Il suo primo grande successo fu merito del romanzo Il fu Mattia Pascal, scritto nelle notti di veglia alla moglie paralizzata nelle gambe[6] Il libro fu pubblicato nel 1904 e subito tradotto in diverse lingue. La critica non dette subito al romanzo il successo che invece ebbe tra il pubblico. Numerosi critici non seppero cogliere il carattere di novità del romanzo, come d'altronde di altre opere di Pirandello.Nel 1925 Pirandello è tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti, redatto da Giovanni Gentile. L'adesione di Pirandello al Fascismo fu alquanto imprevedibile, sorprendendo anche i suoi più stretti amici. La guerra fu un'esperienza dura per Pirandello; il figlio Stefano venne infatti imprigionato dagli austriaci, e, una volta rilasciato, ritornò in Italia gravemente malato e con i postumi di una ferita. Durante la guerra, inoltre, le condizioni psichiche della moglie si aggravarono al punto da rendere inevitabile il ricovero in manicomio (1919). Dopo la guerra, lo scrittore si immerse in un lavoro frenetico, dedicandosi soprattutto al teatro. Nel 1925 fondò la "Compagnia del teatro d'arte" con due grandissimi interpreti dell'arte pirandelliana: Marta Abba e Ruggero Ruggeri. Con questa compagnia cominciò a viaggiare per il mondo: le sue commedie vennero rappresentate anche nei teatri di Broadway. Nel 1929 gli venne conferito il titolo di Accademico d'Italia. Nel giro di un decennio arrivò ad essere il drammaturgo di maggior fama nel mondo, come testimonia il premio Nobel per la letteratura ricevuto nel 1934. Grande appassionato di cinematografia, mentre assisteva a Cinecittà alle riprese di un film tratto dal suo "Il fu Mattia Pascal", si ammalò di polmonite. Aveva già subito due attacchi di cuore, e il suo corpo, ormai segnato dal tempo e dagli avvenimenti della vita, non sopportò oltre. Pirandello morì lasciando incompiuto un nuovo lavoro teatrale, I giganti della montagna. Il regime fascista avrebbe voluto esequie di Stato. Vennero invece rispettate le sue volontà espresse nel testamento: "Carro d'infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno m'accompagni, né parenti né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta. Bruciatemi"[5]. Per sua volontà il corpo fu cremato, per evitare postume consacrazioni cimiteriali e monumentali. Le sue ceneri furono sparse per il "Caos" (la sua tenuta, nell'omonima contrada). Gli è stato dedicato un asteroide, 12369 Pirandello.[15] Pirandello divenne famoso proprio grazie al teatro che chiama teatro dello specchio, perché in esso viene raffigurata la vita vera, quella nuda, amara, senza la maschera dell'ipocrisia e delle convenienze sociali, di modo che lo spettatore si guardi come in uno specchio così come realmente è, e diventi migliore. Dalla critica viene definito come uno dei grandi drammaturghi del XX secolo. Scriverà moltissime opere[21], alcune delle quali rielaborazioni delle sue stesse novelle, che vengono divise in base alla fase di maturazione dell'autore:

Filmato su Ciaula scopre la luna da completare

Questo video è stato realizato dagli alunni della scuola di istruzione superiore E. Mattei di Avola (SR)

 

 

Iqbal Masih

Iqbal Masih è un bambino che è stato venduto dalla sua famiglia in cambio di pochi soldi. È stato un bambino operaio, sindacalista e attivista pakistano, simbolo della lotta contro il lavoro infantile nell'industria tessile del tappeto pakistana.

Iqbal Masih nacque nel 1983 in Pakistan. Quando aveva cinque anni la sua famiglia si indebitò per pagare le spese matrimoniali del primogenito. Fu venduto dal padre e cominciò a lavorare in condizioni di schiavitù. Iqbal fu costretto a lavorare incatenato a un telaio per circa quattordici ore al giorno, al salario di 1 rupia al giorno. Cercò parecchie volte di sfuggire al direttore della fabbrica e la prima volta che Iqbal cercò di scappare, il padrone corrompendo i poliziotti se lo fece restituire. Un giorno del 1992 uscì di nascosto dalla fabbrica-prigione e partecipò, insieme ad altri bambini, ad una manifestazione del Fronte di Liberazione dal Lavoro. In quella manifestazione, che celebrava la «Giornata della Libertà», Iqbal decise spontaneamente di raccontare la sua storia e la condizione di sofferenza degli altri bambini nella fabbrica di tappeti in cui lavorava. Eshan Ullah Khan lo indirizzò allo studio e all'attività in difesa dei diritti dei bambini. Dal 1993 Iqbal cominciò così a tenere una serie di conferenze internazionali sensibilizzando l'opinione pubblica mondiale sui diritti negati ai bambini nel suo paese e contribuendo al dibattito sulla schiavitù mondiale e sui diritti internazionali dell'infanzia. Ricevette una borsa di studio dall'Università Brandeis di Waltham, nel nord-est degli Stati Uniti, ma la rifiutò perché aveva deciso di rimanere in Pakistan nella speranza di aiutare ancora i bambini del suo paese. I fabbricanti di tappeti vedevano in Iqbal una minaccia. Nel gennaio del 1995 partecipò a Lahore ad una conferenza contro la schiavitù dei bambini. Grazie a lui, circa tremila piccoli schiavi poterono uscire dal loro inferno e il governo pakistano chiuse decine di fabbriche di tappeti. Il 16 aprile del 1995, il giorno di Pasqua, Iqbal Masih venne assassinato mentresi stava recando in bicicletta in chiesa. Il processo che vide imputati gli esecutori materiali dell'omicidio non chiarì del tutto i dettagli della vicenda, sebbene apparve certo che il suo assassinio fosse opera di sicari della locale "mafia dei tappeti".

 

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La storia di Iqbal. In questo libro De Amicis fa scrivere ad un bambino di terza elementare, di nome Enrico, le varie novelle di ragazzini pronti a sacrificarsi per la patria. Secondo me, i valori trattati nel libro sono il coraggio , il sacrificio e molti altri sentimenti. Sono consapevole del fatto che ora questi valori non sono più molto elogiati e per questo sono dispiaciuta. Anche se non ho letto il libro,dal riassunto che ho letto ,non deve essere tanto male come dicono certi critici descrivendolo come un libro esageratamente sentimentale . I valori su cui credo fermamente sono la sincerità e il coraggio, (sentimenti che si trovano molto facilmente nel libro). Non concordo con ciò che dice un critico, un professore universitario, dicendo che il libro affronta argomenti troppo militari e troppo nazionalisti.

Cuore

Il 18 ottobre 1886 esce il libro Cuore di Edmondo De Amicis, libro molto atteso. Questo libro è molto importante per la storia dell'Unità d'Italia. Il libro è un diario di un ragazzo torinese di nome Enrico che racconta le sue giornate, trascrive i racconti mensili del maestro e le lettere della sorella, del padre e della madre. Oggi sembra facile sbeffeggiare un libro di propaganda patriottica con scherzi, parodie, prese e riprese da cinema e TV. Poco o niente dei buoni ideali di De Amicis sono rimasti ai giorni nostri, adesso prevalgono la violenza , il bullismo, la droga e la perdita del sapere.

Personaggi I personaggi del libro cuore si possono raggruppare in due categorie: buoni e cattivi. Alcuni dei principali personaggi sono : -Enrico Bottini: è il narratore e protagonista del libro, un ragazzino di terza elementare e di famiglia borghese.

-Garrone: è lo studente enorme di statura e buono d'animo.

 

-Franti: è il cattivo, viene rinchiuso in un riformatorio. Descritto come l'essenza della perfidia.Con il riso manifesta la sua estraneità a ciò che sta accadendo, la sua opposizione ai valori condivisi dagli altri personaggi, che perciò lo considerano cattivo.In realtà sono privi di empatia e non riescono a capire e ad accettare il suo punto di vista. Lo scrittore Umberto Eco invece, elogia Franti .Secondo lui Franti fa vedere un altro modo di guardare la realtà, può essere visto senza ombra di dubbio come un personaggio positivo, perché rappresenta uno fuori dal coro, non omologato alla cultura dominante, anticonformista.

-Precossi: è il ragazzo alcolizzato e violento che poi riuscirà a disintossicarsi.

-Maestro Perboni: è un punto di riferimento.

 

-La maestrina dalla penna rossa: è la maestra detta così per la piuma rossa che porta sul cappello.

La copertina del libro

 

Racconti Mensili del libro "Cuore" All' interno del libro Cuore per ogni mese Enrico scrive un racconto che gli è stato assegnato dal Maestro Perbonie che ha come morale il patriottismo, uno dei valori più sentiti.

 

Ottobre: Il piccolo patriota padovano: Il piccolo patriota padovano narra la vicenda di un ragazzo dalle origini umili e figlio di contadini padovani i quali, per risollevarsi dalla miseria, vendono il proprio figlio ad una compagnia di saltimbanchi che lo porterà in giro per l'Europa. Riuscito a sfuggire, il giovane si imbarca su un battello diretto a Genova. Qui conosce tre stranieri ai quali il ragazzo racconta la sua triste storia. Questi gli offrono delle monete, ma successivamente avanzano aspre critiche nei riguardi del popolo italiano, allorché il ragazzo le rifiuta sentendosi offeso nel proprio sentimento patriottico. La riflessione morale che nasce da questo racconto è incentrata quindi sul tema dell'identità e del patriottismo. Infatti il giovane padovano non solo si sente offeso in prima persona, ma sente anche il peso delle offese e dei pregiudizi verso i suoi connazionali. Ed è per questo che rifiuta le loro monete, altrimenti si sarebbe sentito venduto a estranei.

Novembre: La piccola vedetta lombarda : La piccola vedetta lombarda narra la storia di un ragazzo delle campagne del Vogherese che incontra un drappello di soldati italiani. L'ufficiale in comando, temendo di incontrare degli austriaci lungo il cammino, chiede al ragazzo di salire su un frassino a far da vedetta. Il ragazzo effettivamente scopre un drappello di austriaci poco lontano ma, disgraziatamente, anche gli austriaci stessi notano il ragazzo ed iniziano a bersagliarlo con tiri di fucile. Nonostante l'ufficiale gli ordini di scendere, il ragazzo continua l'osservazione del nemico, finché un colpo di fucile non lo ferisce gravemente ad un polmone. Il ragazzo cade e, dopo poco, spira tra le braccia dell'ufficiale. La storia si conclude con un grosso battaglione di bersaglieri che, sfilando in marcia accanto alla salma del ragazzo coperta da un tricolore, getta fiori ed offre gli onori militari.

Dicembre: Il piccolo scrivano fiorentino

Gennaio: Il tamburino sardo: Il tamburino sardo è un personaggio del Risorgimento italiano raccontato in forma romanzata da Edmondo De Amicis nel libro Cuore, e di cui, a tutt'oggi, non si conosce la reale identità e se sia realmente esistito

Febbraio: L'infermiere di Tata

Marzo: Sangue romagnolo

Aprile: Valor civile

Maggio: Dagli Appennini alle Ande : Dagli Appennini alle Ande narra la storia di Marco che, da Genova, si imbarca alla volta di Buenos Aires per raggiungere la madre là emigrata per lavoro. Col passare del tempo la madre si ammala e non accetta di farsi curare. Il piccolo Marco compie un viaggio lungo e disperato, seguendo gli spostamenti della famiglia che ospita la mamma. Dopo averla cercata in molte città inutilmente, stanco, affamato, senza soldi, riesce ad ottenere un passaggio da una carovana che però lo lascia a metà strada. Da qui egli continua da solo, sprezzante del pericolo, e cammina per giorni e giorni finché non giunge in un piccolo paese, dove gli indicano che la madre non è lontana. Animato da un nuovo spirito, prosegue il suo cammino, e finalmente arriva nella casa dove si trova la mamma, che nel frattempo è peggiorata. Alla vista del suo adorato figlio, questa ritrova la voglia di vivere, e decide di farsi operare. L' operazione va bene e lei e Marco possono finalmente ricongiungersi.

Giugno: Naufragio

 

 Edmondo De amicis (1846-1908)

Edmondo De Amicis nasce a Oneglia il 21 ottobre 1846 e muore a Bordighiera l'11 marzo 1908. Ha studiato a Cuneo e poi ha frequentato il liceo a Torino. A sedici anni entrò nell'Accademia militare di Modena, dove divenne ufficiale. Nel 1866 partecipò alla battaglia di Custoza. Edmondo De Amicis credeva che la disciplina militare fosse un ottimo metodo di insegnamento. A Firenze scrisse dei bozzetti sull'esperienza e sulle sue idee che verranno poi raccolte nel libro "La vita militare". Poco dopo lasciò l'esercito e assistette alla presa di Roma. Nel 1882 soggiornò a Pinerolo dove scrisse il libro "Alle porte d'Italia". Nel 1884 Pinerolo gli conferì la cittadinanza onoraria. Nel 1886 venne pubblicato il libro "Cuore"che ebbe subito un grande successo. Il libro fu apprezzato perché era ricco di spunti morali. Per il suo libro più famoso De Amicis si ispirò alla vita scolastica dei suoi due figli:Ugo e Furio. Edmondo De Amicis era inoltre amico di Filippo Turati e collaborò con i giornali legati al partito socialista come "La critica sociale". Vicinissimo alla massoneria fu lui a pronunciare il saluto della massoneria torinese a Giovanni Bovio in occasione della rappresentazione teatrale di " San Paolo". Morì nel 1908 a Bordighiera nella casa di un altro grande scrittore del ‘900 George Mc Donald. Nei gli ultimi momenti della sua vita muore anche sua madre e il rapporto con la moglie Teresa Boassi continua a peggiorare. Nel 1898 Furio,il figlio maggiore, si suicidò a causa della pessima condizione della situazione familiare.

Grafico analfabetismo in Italia dopo l'unità

Leggi sull'istruzione italiana nei primi anni dopo l'unificazione

La legge Casati (1859)

La legge Casati esprimeva la cultura politica dei liberali piemontesi alla vigilia dell'unificazione politico-militare della penisola. Essa istituiva una scuola elementare articolata su due bienni e obbligatoria (1º biennio). Dopo la scuola elementare il sistema si divide in due: Ginnasio a pagamento e le scuole tecniche. Nonostante le "scuole tecniche" permettano il proseguimento degli studi alla scuola superiore e in alcuni casi all'università, il sistema risulta comunque classista, dato il fenomeno dell'auto-esclusione, che portava alla rinuncia agli studi i figli delle famiglie meno agiate. La sua applicazione, formale e sostanziale, nelle diverse parti del nuovo Regno d'Italia fu largamente disomogenea. Di fatto al censimento del 1871 si attestò un notevole peggioramento dell'analfabetismo rispetto alla situazione pre-unita.

 

  Legge Coppino

La Legge Coppino venne emanata il 15 luglio 1877 durante il periodo di governo della Sinistra storica, con a capo Agostino Depretis. Essa rendeva gratuita l'istruzione elementare e introduceva le sanzioni per chi disattendeva l'obbligo (le sanzioni non erano previste nella precedente Legge Casati) e introduce l'obbligo scolastico nel primo triennio delle elementari dopo averle portate a 5 anni. Le spese per il mantenimento delle scuole rimasero, però, a carico dei singoli comuni, i quali, nella maggior parte dei casi, non erano in grado di sostenerle e dunque la legge non fu mai attuata pienamente. Nonostante questo, la Legge Coppino, insieme alla riforma di democratizzazione dello stato con la legge elettorale del 1882, ebbe una rilevante importanza e contribuì in buona misura ad una diminuzione sempre crescente dell'analfabetismo nell'Italia di fine Ottocento.

Primo Novecento

Si iniziano a vedere gli effetti positivi, se pur limitati, del sistema scolastico. Scende l'analfabetismo e compare per la prima volta il fenomeno della disoccupazione intellettuale. La borghesia dell'epoca iniziava a temere uno sconvolgimento dello status quo sociale.

La legge Orlando (1904)

La legge Orlando prolungò l'obbligo scolastico fino al dodicesimo anno di età, prevedendo l'istituzione di un "corso popolare" formato dalle classi quinta e sesta. Impone ai Comuni di istituire scuole almeno fino alla quarta classe, nonché di assistere gli alunni più poveri ed elargisce fondi ai Comuni con modesti bilanci. Dopo l'approvazione di questa legge ci furono lunghi dibattici.

La legge Daneo - Credaro

La legge Daneo-Credaro (1911) rese la scuola elementare un servizio statale, ponendo a carico dello stato il pagamento degli stipendi dei maestri elementari, così da poter disciplinare l'obbligo in modo più vigoroso. La sua applicazione fu problematica, anche per il sopraggiungere della prima guerra mondiale.

 

La sigla del cartone del libro Cuore

La vedetta lombarda

Il Piccolo tamburino sardo

1886: que s'est-il passé?

février: Giuseppe Giacosa publie " Novelle e paesi valdostani", des contes, des anecdotes et des souvenirs de l'auteur sur la Vallée d'Aoste. Cet ouvrage provoque pas mal de réactions négatives surtout de la part du clergé parce que la vie et les mœurs valdôtains y sont décrits de façon impertinente.

1 mars: mort du baron Claude-Nicholas Bich. Passionné d'histoire et auteur de quelques livres d'histoire et d'un guide de la Vallée, il a été pendant 20 ans Préfet de Siracuse.

12 avril: une locomotive traverse pour la première fois le pont sur le torrent Buthier. L'événement attire une foule de curieux.

9 mai: les propriétaires de la montagne de Dondena, à Champorcher, accordent tous les droits de chasse dans les bois et dans les pâturages de la localité au roi Humbert I.

22 mai: mort de l'avocat Venance Défey. Il était né en 1846. Il a été chevalier de la Couronne, conseiller municipal de la ville d'Aoste, directeur de l'Hospice de la Charité, président du Cercle social d'Aoste et de la section du CAI.

23 mai: les élections politiques ont lieu.

4 juillet: le train inaugural arrive à 13h25 à la gare d' Aoste, avec presque deux heures et demie de retard ; une foule l'attend. Après la bénédiction de la locomotive de la part de l'évêque, on inaugure le monument en l'honneur du roi Victor Emmanuel II . Ce soir même la grande place Charles-Albert, l'actuelle place Chanoux, est éclairée pour la première fois par des réverbères électriques.

5 juillet: à Aoste, à dix heures du matin, on découvre une plaque à la mémoire d'Innocent Manzetti, l'inventeur du téléphone. Dans l' après-midi on inaugure la conduite pour l'eau potable aux Portes Prétoriennes.

juillet: la ligne de chemin de fer Ivrée-Aoste fonctionne désormais régulièrement: chaque jour sont prévus quatre convois passagers et un convoi transportant les marchandises

6 août: la reine Marguerite et son fils Victor Emmanuel III arrivent à Courmayeur, ils logent à l'hôtel Royal. Quelques jours plus tard le roi Humbert I les rejoint. Il vient de Valsavarenche , où il est allé chasser.

30 août: la famille royale visite la ville d'Aoste comme conclusion du séjour à Courmayeur. Le souverain félicite la municipalité pour l'érection du monument en l'honneur du roi Victor Emmanuel II, pour l'éclairage électrique de la place et pour l' inauguration de la gare. Il remet également 4000 lires au maire pour les pauvres de la ville.

1886 : l'inauguration de la ligne Ivrée-Aoste

Le 20 mars 1886, au cours d'une session ordinaire du Conseil Communal d'Aoste, le président rappelle au Conseil l'imminence de l'ouverture du chemin de fer. La ville devra organiser la manifestation : cela lui rapportera une bonne publicité touristique. Une commission spéciale composée de personnes compétentes et actives est chargée des préparatifs . D'après la Commission les frais seront payés par l'entreprise Medici, par la société Piatti Rosazza, puis on fera appel à toutes les Communes de la Vallée, à l'Hôpital Mauritien, à l'Hospice de la Charité; et le reste ce sera la ville d'Aoste qui le mettra. La "Feuille d'Aoste" évalue la dépense prévue en la grandiose somme de 10.000 lires. Malheureusement les sociétés mentionnées ne sortiront de leurs caisses pas un rond. Le maire d'Aoste enverra une lettre pour demander de l'argent aux 72 communes de la Vallée d'Aoste. Mais, comme la situation économique est difficile, il ne collectera que 885 lires. et la ville d'Aoste paiera tous les frais. Le dimanche 4 juillet 1886, jour de l'arrivée du train inaugural, la petite ville d'Aoste est prête pour le grand événement: « les fenêtres se paraient de drapeaux et de magnifiques tentures; la place Charles-Albert, la voie d'accès à la gare étaient encadrées de longues files d'oriflammes, de gracieuses guirlandes de verdure, et les Communes des alentours déversaient dans nos rues des flots de curieux » («Feuille d'Aoste » du 7 juillet 1886). Le train inaugural est composé de 28 wagons et peut accueillir 300 invités en première classe et 50 en deuxième. Son arrivée à Aoste est prévue pour 11h, mais il arrive seulement à 13h25. Mgr Duc s'approche le premier à la locomotive et donne la bénédiction à la gare. De nombreux invités ne peuvent participer à la réception organisée à l'hôtel de ville parce qu'il n'y a pas assez de voitures pour transporter tout le monde. À 15 h de l'après-midi, on inaugure le monument dédié au roi chasseur Victor Emmanuel II . À 17 h, un dîner de 410 couverts est servi à l'intérieur de la cour du collège . Voici le menu : Hors d'œuvre variés Potage Soupe Julienne Poisson de mer avec sauce valdôtaine Filet de bœuf à la Richelieu Poulet à la Nemrod Haricots verts à l'anglaise Pâté de Massaua Chamois Cailles rôties Salade Gâteau Grand-Paradis Ananas au rhum Dessert et café Le tout arrosé par un bon choix de vins: Barolo, Canelli, Vieux D'Aoste et Champagne. Le soir à 21h, la place Charles-Albert est éclairée par une multitude de lampes à incandescence, on inaugure une nouvelle installation d'éclairage électrique. Sur les collines autour de la ville on allume des feux d'artifice. Le train repart à 21h avec tous les invités Le lendemain, à dix heures du matin, on découvre une plaque à la mémoire d'Innocent Manzetti, l'inventeur du téléphone. Dans l' après-midi on inaugure la conduite pour l'eau potable aux Portes Prétoriennes.

 

  la gare d'Aoste

La construction du chemin de fer L'histoire de la construction du chemin de fer Ivrée-Aoste est très mouvementée, nous chercherons à la raconter. Deux projets sont élaborés: celui de l'ingénieur Borella et celui del'ingénieur Mondino. Le premier fait passer les rails sur la rive gauche de la Doire Baltée, le deuxième prévoit un trajet sur la rive droite. Le Ministre des Travaux publics choisit celui de Borella parce qu'il est plus facile à réaliser . Pour faciliter la réalisation la ligne est divisée en cinq tronçons: Ivrée-Tavagnasco, Tavagnasco-Quincinetto, Quincinetto-Verrès, Verrès-Chambave et Chambave-Aoste.La Direction technique s'installe à Ivrée et on organise des Bureaux de Section à Pont-Saint-Martin, Châtillon et Aoste.

La construction du premier tronçon est mise aux enchères le 17 mai 1881. Plusieurs accidents se produisent de 1881 à 1886. Au mois de novembre 1881, pendant la construction du tunnel de Torrensec à Montjovet, la société Piatti-Rosazza se trouve bientôt en difficulté par il y a des blocs de limon glaciaire. La situation précipite quand le limon fondu envahit la galérie annulant ainsi des mois de travail. La construction est alors confiée à la Société Medici. Un autre accident, au cours duquel trois hommes sont tués, se vérifie à Bard pendant la construction du tunnel. Le 13 octobre 1884, la Commission Royale de la Direction des Travaux procède teste les ponts de fer entre Ivrée et Quincinetto ; les épreuves mises en place donnent un résultat satisfaisant et presque une année plus tard, le 19 septembre 1885, après la vérification des ponts entre Quincinetto et Donnas, le tronçon Ivrée-Donnas est ouvert à la circulation . Au moment de cette inauguration aucune manifestation n'est organisée. Un endommagement se vérifie un mois plus tard quand une crue du torrent Lys bloque les rails et seulement grâce à l'intervention du porteur de la malle postale Sabadini, qui fait télégraphier d'arrêter le train, on évite le déraillement. Le 5 mars 1886 la pose des rails a déjà dépassé Châtillon et on prévoit inaugurer la ligne entière pour le mois de juin.

Le lundi 12 avril 1886, une locomotive avec une demi douzaine de wagons entre pour la première fois dans l'ancienne ville d'Aoste.

Le 4 juillet 1886, le train inaugural arrive dans la nouvelle gare d'Aoste, où une foule l'attend depuis presque deux heures.

La gare D'Aosta

La gare D'Aoste

I bricoleurs Guglielmo Marconi e Innocenzo Manzetti L'inventore del telegrafo senza fili:Guglielmo Marconi Guglielmo Marconi nacque a Bologna il 25 aprile 1874. Suo padre Giuseppe Marconi, un proprietario terriero che viveva nelle campagne di Pontecchio, era al secondo matrimonio. Vedovo con un figlio, aveva conosciuto una giovane irlandese, Annie Jameson, nipote del fondatore della storica distilleria Jameson & Sons in visita in Italia per studiare bel canto, sposandola il 16 aprile 1864 a Boulogne-sur-Mer. Un anno dopo il matrimonio nacque Alfonso e, nove anni più tardi, Guglielmo. Conversazione di Guglielmo Marconi sulle Onde elettromagnetiche

Gli esperimenti Marconi, appena ventenne, cominciò i primi esperimenti lavorando come autodidatta e avendo come aiutante il maggiordomo Mignani. Nell'estate del 1894 costruì un segnalatore di temporali costituito da una pila, un coherer (ossia un tubetto con limatura di nickel e argento posta fra due tappi d'argento) e un campanello elettrico, capace di emettere uno squillo in caso di fulmine. In seguito riuscì, premendo un tasto telegrafico posto su un bancone, a far squillare un campanello posto dall'altro lato della stanza. Una notte di dicembre, Guglielmo sveglia la madre, la invita nel suo rifugio segreto e le mostra l'esperimento che ha realizzato. Il giorno dopo anche il padre assiste all'esperimento. Quando si convince che il campanello suona senza collegamento con fili, mette mano al portafoglio e regala al figlio i soldi necessari per l'acquisto di nuovi materiali. Il giovane Marconi prosegue nei suoi esperimenti anche all'aperto. In campagna aumenta la potenza delle emissioni e la distanza che separa il trasmettitore dal ricevitore, capace di ricevere i segnali dell'alfabeto Morse. L'8 dicembre 1895, dopo vari tentativi, l'apparecchio che aveva costruito si dimostrò valido nel comunicare e ricevere segnali a distanza, ma anche nel superare gli ostacoli naturali (in questo caso, la collina dietro Villa Griffone). Il colpo di fucile che Mignani sparò in aria per confermare la riuscita dell'esperimento (l'apparecchio vibrò e cantò come un grillo per tre volte) viene considerato l'atto di battesimo della radio in Italia; altri sperimentatori avevano infatti ottenuto simili risultati in precedenza, come Nikola Tesla, che trasmise a 50 km di distanza all'inizio dello stesso anno in un collegamento a West Point, mentre il russo Aleksandr Popov aveva realizzato un ricevitore di onde radio nel maggio dello stesso anno G. Marconi volle introdurre personalmente nel 1931 la prima trasmissione radiofonica di un Pontefice, Pio XI, annunciando al microfono: "Con l'aiuto di Dio, che tante misteriose forze della natura mette a disposizione dell'umanità, ho potuto preparare questo strumento che procurerà ai fedeli di tutto il mondo la consolazione di udire la voce del Santo Padre"

Prevedendo l'occorrenza di grandi capitali per proseguire negli esperimenti, Marconi si rivolse al ministero delle Poste e Telegrafi, al tempo guidato dall'on. Pietro Lacava, illustrando l'invenzione del telegrafo senza fili e chiedendo finanziamenti. La lettera non ottenne risposta e venne liquidata dal ministro con la scritta «alla Longara», intendendo il manicomio posto in via della Lungara a Roma. Nel 1896, Marconi parla con l'amico di famiglia Carlo Gardini, console degli Stati Uniti a Bologna, dell'idea di lasciare l'Italia per andare in Inghilterra. Gardini scrive una lettera all'Ambasciatore d'Italia a Londra, Annibale Ferrero suo conoscente, per presentare il giovane e le sue straordinarie scoperte. Con risposta, l'ambasciatore Ferrero, consiglia di non rivelare a nessuno i risultati ottenuti se non dopo la presentazione del brevetto. Inoltre lo incoraggia a recarsi in Inghilterra, dove ritiene che gli sarà più facile trovare i capitali necessari per l'impiego pratico della sua invenzione. Il 12 febbraio del 1896, Marconi parte con la madre in Inghilterra. A Londra, il 5 marzo dello stesso anno, presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto, col numero 5028 e col titolo "Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati". Da sottolineare che tale richiesta avvenne con 21 giorni di anticipo rispetto alla data della prima trasmissione radio realizzata dal russo Popov. Il 19 marzo, Marconi ricevette dall'Ufficio Brevetti conferma dell'accettazione della prima domanda. Il 2 giugno dello stesso anno depositò all'Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039, dal titolo "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi". Nel farlo, Marconi rinunciò a tre mesi di priorità sull'invenzione. Durante gli anni vi sono state molte dispute, sia teoriche nell'ambito dei fisici, sia in campo legale, per stabilire chi debba essere effettivamente considerato il primo inventore della radio, e ancora oggi la questione è controversa. http://www.youtube.com/watch?v=ZcgzuDdlZUA Inno A Guglielmo Marconi, ed. Riuniti stabilimenti musicali primi 900, composto da Francesco Paolo Frontini Marconi, intanto, effettua dimostrazioni pubbliche alla presenza di politici ed industriali: colloca ad esempio un trasmettitore sul tetto dello stabile della direzione delle Poste e un ricevitore in una casa su una banchina del Tamigi, a quattro chilometri di distanza. Per l'Ammiragliato stabilisce un contatto attraverso il canale di Bristol, largo 14 chilometri. Collabora con il Daily Express in occasione delle regate di Kingstown. I giornalisti seguono le regate al largo, a bordo di un rimorchiatore, poi passano le notizie a Marconi che le trasmette ad una stazione a terra da dove vengono telefonate rapidamente al giornale. Nel luglio 1897 Marconi fondò a Londra la Wireless Telegraph Trading Signal Company (successivamente rinominata Marconi Wireless Telegraph Company), che aprì il primo ufficio in Hall Street a Chelmsford, in Inghilterra, nel 1898 e impiegava circa 50 persone. Egli effettuò la prima trasmissione senza fili sul mare da Ballycastle (Irlanda del nord) all'isola di Rathlin nel 1898. Stabilì un ponte radio tra la residenza estiva della regina Vittoria e lo yacht reale sul quale c'era il principe di Galles, il futuro Edoardo VII convalescente per una brutta ferita al ginocchio. Nel dicembre dello stesso anno, da un battello attrezzato con radio parte una richiesta di soccorso: è il primo caso di richiesta di salvataggio. Il 29 maggio i segnali attraversano il canale della Manica superando la distanza di 51 chilometri.

Marconi concentra successivamente le sue ricerche verso l'Atlantico, convinto che le onde possano varcare l'oceano seguendo la curvatura della Terra. Il 6 novembre 1901 a Poldhu, in Cornovaglia, installa un grande trasmettitore la cui antenna di 130 metri è sollevata da un aquilone costituito da 60 fili tesi a tela di ragno tra due piloni alti 49 metri e distanti fra di loro 61. Poi s'imbarca per St. John's di Terranova con gli assistenti Kemp e Paget. I due luoghi, separati dall'oceano Atlantico, distano fra di loro oltre 3.000 chilometri. Il 12 dicembre 1901 ci fu la comunicazione che costituì il primo segnale radio transoceanico. Il messaggio ricevuto era composto da tre punti, la lettera S del codice Morse. Per raggiungere Terranova avrebbe dovuto rimbalzare due volte sulla ionosfera. Una contestazione recente è stata presentata dal dottor Jack Belrose basandosi sia su considerazioni teoriche che su tentativi di ripetizione dell'esperimento; egli crede che Marconi udì solamente disturbi atmosferici scambiati per un segnale.

Marconi installò un analogo trasmettitore a scintilla nel Centro Radio di Coltano, presso Pisa, nel 1903, che venne utilizzato fino alla seconda guerra mondiale prima per comunicare con le colonie d'Africa, quindi con le navi in navigazione, ed in seguito ampliata e potenziata tanto da diventare una delle più potenti stazioni radio d'Europa. In quell'anno, come ricorda la stampa coeva (La Gazzetta della Spezia) Marconi fu alla Spezia, presso la struttura della Marina Militare di San Bartolomeo, località militarizzata fra il capoluogo e Lerici: issò antenne dotate di palloni gonfiati ad elio, sulle plancie di imbarcazioni inviate sempre più lontane dalla costa del golfo spezzino, e dalla base di san Bartolomeo dove Marconi operava per ottimizzare trasmissioni e ricezioni. Anni dopo, sempre in questa zona, discendendo gli ultimi tornanti del Passo del Bracco, Marconi perdette l'uso di un occhio a causa di un violento scontro frontale automobilistico, mentre da Genova raggiungeva Pisa. A seguito dell'incidente fece una lunga degenza presso l'Ospedale militare spezzino di Viale Fieschi. La curva nei pressi dell'abitato di Borghetto vara, luogo dell'incidente, è detta ancor oggi dai vecchi abitanti curva Marconi. Radio Vaticana e Guglielmo Marconi

Nel 1904 effettuò esperimenti sul colle Cappuccini di Ancona. Il 16 marzo 1905 sposò Beatrice O'Brien, figlia di Edward Dunnough (O'Brien), quattordicesimo barone di Inchiquin. Ebbero tre figlie, Lucia, che sopravvisse solo tre settimane, Degna e Gioia, e un figlio, Giulio. Divorziarono nel 1924. Marconi completò gli esperimenti per ottenere comunicazioni transoceaniche attendibili fino al 1907 e fondò la Marconi corporation, che nell'ottobre del 1907 inaugurò il primo regolare servizio pubblico di radiotelegrafia attraverso l'Oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l'SOS senza fili. L'utilità del radio soccorso in mare si dimostrò il 23 gennaio del 1909, con il primo eclatante soccorso navale che portò al salvataggio degli oltre 1700 passeggeri del transatlantico americano "Republic", che stava per affondare dopo essere stato speronato dal piroscafo italiano "Florida". L'operatore radiotelegrafico Binns, che lavorava per la compagnia Marconi, continuò a lanciare per 14 ore ripetute l'SOS, finché uno di essi fu ricevuto dal'operatore del piroscafo "Baltic", il cui comandante ordinò di cambiare rotta e diede il via all'operazione di salvataggio. All'indomani nel porto di New York, salvi tutti i passeggeri, Binns fu festeggiato come un eroe e la gratitudine coinvolse la figura del marconista, accelerando la popolarità di Marconi. Nello stesso anno, il 10 dicembre 1909, a Stoccolma Guglielmo Marconi ricevette il premio Nobel per la fisica, condiviso con il fisico tedesco Carl Ferdinand Braun. La motivazione della Reale Accademia delle Scienze di Svezia recitò: "... a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili". Nell'autunno 1911 Marconi visitò le colonie italiane in Africa per sperimentare i collegamenti a lunga distanza con la stazione di Coltano; in particolare fu a Tripoli da poco occupata dalle truppe italiane dove effettuò in collaborazione con Luigi Sacco, comandante della locale stazione radio, alcuni esperimenti di collegamento radio con Coltano, che diedero impulso all'allestimento da parte dell'arma del Genio del primo servizio di radiotelegrafia militare su larga scala. Quando, nel 1912, il Titanic affondò dopo aver lanciato il segnale SOS via radio, Marconi si trovava negli Stati Uniti e accorse al porto di New York per ricevere i 705 superstiti. Intervistato dalla stampa disse «Vale la pena di aver vissuto per aver dato a questa gente la possibilità di essere salvata». Prima di tornare in Italia, venne organizzata una cerimonia ufficiale in cui i superstiti sfilarono nelle strade di New York incolonnati, recando in omaggio a Guglielmo Marconi una targa d'oro, realizzata dallo scultore Paolo Troubetzkoy, quale segno di riconoscenza. L'inventore conferì un premio al marconista del Titanic Harold Bride che rimase al proprio posto a lanciare messaggi di soccorso, anche quando l'acqua aveva raggiunto il ponte superiore. Dal foglio matricolare custodito presso il distretto militare di Bologna, risulta inoltre, che il giovane Marconi scelse di fare il soldato nell'esercito per un anno; lo espletò invece nella Regia Marina, pur essendo nato in una città dell'entroterra (fu inserito nel corpo Reali Equipaggi in qualità di operaio).

 

Svolse il servizio militare all'ambasciata di Londra dal 1º novembre 1900. Trasferito poi in Italia fu congedato il 1º novembre 1901, ma per età fu trasferito nell'esercito il 31 dicembre 1906. Venne nominato senatore a vita del Regno d'Italia il 30 dicembre 1914. In data 19 giugno 1915 Marconi si arruola come volontario nell'esercito con il grado di Tenente di Complemento del Genio, indi promosso capitano il 27 luglio 1916 e, benché ufficiale dell'esercito, prestava servizio nell'Istituto Radiotelegrafico della Marina; in seguito a regolare domanda, datata Livorno 14 agosto 1916 presentata al Ministro della Marina, fu nominato Capitano di Corvetta con R.D. del 31 agosto 1916, congedato con tale grado il 1º novembre 1919, e promosso Capitano di Fregata in congedo con R.D. 28 marzo 1920, e poi Capitano di Vascello con R.D. 7 luglio 1931. Ambedue tali promozioni rientravano nelle norme di avanzamento degli ufficiali di complemento in congedo. Nel 1920 lo stabilimento di Marconi di Chelmsford fu sede della prima trasmissione audio annunciata pubblicamente del Regno Unito; una delle annunciatrici fu Nellie Melba. Nel 1922 il primo servizio regolare di trasmissioni di intrattenimento cominciò dal Marconi Research Centre a Writtle, vicino Chelmsford. Fu nominato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 1927 e della Regia Accademia d'Italia (l'attuale Accademia Nazionale dei Lincei) il 19 settembre 1930, diventando automaticamente membro del Gran Consiglio del Fascismo, pur partecipando ad una sola seduta.

 

 Manzetti Innocenzo [caption id="attachment_549" align="alignright" width="273" caption="Le texte de l'Abbé Henry"][/caption]

[caption id="attachment_550" align="alignleft" width="500" caption="Première page"][/caption]

[caption id="attachment_551" align="alignleft" width="500" caption="Deuxième page"][/caption] [caption id="attachment_552" align="alignleft" width="500" caption="Troisième page"][/caption] [caption id="attachment_553" align="alignleft" width="500" caption="Quatrième page"][/caption]

 

 

 

 

"Mostro ma Sacro"

Nel testo "Mostro ma Sacro" datato il 4 giugno 1911 Gramellini ci parla del Vittoriano, il monumento in onore a Vittorio Emanuele II primo Re D­'Italia, inaugurato proprio in quella data in occasione del cinquantenario dell'Unità Italia. Gramellini lo definisce "Mostro" perchè molti romani lo trovavano brutto, anche perché avevano demolito un intero quartiere medioevale per poterlo costruire. Allo stesso tempo il Vittoriano è "Sacro" perchè dopo la Prima Guerra mondiale è diventato l'Altare della Patria e custodisce la tomba del Milite Ignoto e simboleggia il sacrificio di tutti i caduti nelle guerre. [caption id="attachment_517" align="alignnone" width="367" caption="Il "Messaggero" che annuncia l'inaugurazione del Vittoriano"][/caption]

 

"Il Vittoriano"

Il Vittoriano di Piazza Venezia è sicuramente uno dei monumenti più noti di Roma, e la sua storia è ricca di piccole ma interessanti curiosità. L'altro nome con cui è conosciuto il Vittoriano è l'Altare della Patria, che in realtà costituisce solo un elemento dell'intero complesso. A causa del suo aspetto architettonico molto criticato da giornalisti e esperti d'arte, al Vittoriano sono poi stati affibbiati diversi soprannomi. In Francia il monumento è conosciuto come "la grande tarte" (la grande torta), per la sua somiglianza con una gigantesca torta nuziale decorata con panna e meringa. La popolazione romana, proverbialmente diretta nell'esprimere le proprie opinioni, non si è mai molto affezionata a questa ingombrante costruzione, a cui ha attribuito l'appellativo di "macchina da scrivere" in riferimento ai voluminosi aggeggi meccanici di una volta. [caption id="attachment_518" align="alignnone" width="500" caption="Di fronte al Vittoriano"][/caption]

Il progetto del Vittoriano risale al 1882, quando il giovane architetto marchigiano Sacconi vinse il relativo concorso cui parteciparono in totale un centinaio di proposte. L'obiettivo era quello di creare un monumento che celebrasse il Padre della Patria Vittorio Emanuele II, morto 4 anni prima, e la stagione risorgimentale in genere. Sacconi si ispirò a grandi monumenti classici come il tempio della Fortuna Primigenia a Palestrina e soprattutto l'altare di Zeus a Pergamo, che proprio in quegli anni veniva trasportato in Germania dove venne poi ricostruito da archeologi tedeschi a Berlino, nel Pergamon Museum. La sua idea, già da molti considerata anacronistica e pretenziosa, dovette poi accollarsi anche le istanze dei "piani alti", che prevedevano, ad esempio, la colossale statua equestre del re a cavallo, e l'uso di marmo bianco invece del classico travertino. Quest'ultima iniziativa venne dal potente ministro Zanardelli, bresciano d'origine, che impose l'uso del botticino di Brescia, materiale di un bianco cangiante che secondo molti costituiva un insulto al gusto estetico della cotta e all'architettura del vicino Foro Romano e di tutti gli altri monumenti antichi e medievali. Altra curiosità è poi legata all'inaugurazione del monumento, quando le autorità decisero di offrire un rinfresco a un ristretto gruppo di invitati selezionati tra coloro che parteciparono al progetto; l'evento fu organizzato proprio all'interno del ventre del colossale cavallo bronzeo, che date le enormi dimensioni era in grado di ospitare comodamente più persone. Il Vittoriano viene inaugurato il 4 giugno 1911 anche se il termine completo dei lavori risale al 1935. [caption id="attachment_520" align="alignnone" width="500" caption="Sempre lui"]

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 Il Vittoriano quest'anno è stato soggetto di una nostra visita dall'esterno, durante la nostra gita scolastica di 4 giorni a Roma. Infatti la prima mattina che eravamo li siamo andati a vederlo da vicino e non solo da foto. Ecco il link del nostro blog sul quale è stata descritta il nostro stupendo soggiorno nella "Città Eterna" à http://kidblog.org/NoiTerzaBaRoma/csoudaz/diario-del-viaggio-a-roma-partenza-viaggio-e-primo-giorno/

 

"Vittorio Emanuele II"

Vittorio Emanuele II nacque il 14 marzo 1820 a Torino era il primogenito di Carlo Alberto di Savoia-Carignano, re di Sardegna, e di Maria Teresa d'Asburgo-Toscana. [caption id="attachment_526" align="alignnone" width="250" caption="Vittorio Emanuele II appena incoronato Re d'Italia"][/caption]

Egli è stato l'ultimo re di Sardegna (dal 1849 al 1861) e il primo re d'Italia (dal 1861 al 1878). Il re grazie all' unificazione dell' Italia venne soprannominato il padre della patria. Nel 1821 quando Vittorio Emanuele I abdicò a favore di Carlo Felice, che non andò d'accordo con Carlo Alberto e quindi Carlo Alberto fu costretto a trasferirsi con la famiglia a Firenze. Nel 1831 Carlo Alberto succedette Carlo Felice e Vittorio Emanuele lo seguì a Torino. Ma Vittorio Emanuele agli studi preferiva una corsa a cavallo piuttosto che andare a caccia o all' escursionismo in Montagna.

[caption id="attachment_525" align="alignnone" width="220" caption="Vittorio Emanuele II a caccia"]

 

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Nel 1842 sposò Maria Adelaide d' asburgo Lorena., ma ebbe un' intensa relazione con Laura Bon, dalla quale ebbe una figlia(Emanuela). Carlo Alberto grazia alla concessione la costituzione e grazie alla dichiarazione di guerra apriva il Risorgimento. Nel 1849 a causa della sconfitta del padre durante la prima guerra d' indipendenza diventò re. Nel 1848 Cavour divenne ministro dell'agricoltura dopo la morte di Santorre Santarosa, Nel 1851 divenne ministro delle finanze e nel 1852 divenne primo ministro italiana e fu molto ammirato da Vittorio Emanuele. Vittorio Emanuele grazie alle vittorie della terza guerra di indipendenza e grazie al contributo di Garibaldi che conquistò il sud Italia, riuscì a diventare re d' Italia ma ci furono molte polemiche perché non cambiò il nome in Vittorio Emanale I come se l' Italia fosse un regno di Sardegna più grande. Nel 1866 Roma divenne capitale perché i francesi, che difendevano il Papa, furono costretti a ritornare in Francia perché nello stesso momento la Prussia aveva dichiarato guerra alla Francia e quindi l' Italia ne approfittò per attaccare il Papa. [caption id="attachment_528" align="alignnone" width="219" caption="Il Re d'Italia, in una delle sue migliori pose"]

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Vittorio Emanuele II morì il 9 gennaio 1879. Tuttora è sepolto nel Pantheon.

 

"La Tomba del Milite Ignoto"

La tomba del Milite Ignoto è una tomba che contiene i resti di un militare morto in guerra, il cui corpo non è e non potrà mai essere identificato. È una tomba simbolica e rappresenta tutti coloro che sono morti in un conflitto e che non sono mai stati identificati. Questa tomba è scenario di cerimonie ufficiali,e nell' anniversario della fine della prima guerra mondiale (4 novembre) vengono ricordati tutti i caduti di quella guerra… Le guardie della Tomba del Milite Ignoto. [caption id="attachment_524" align="alignnone" width="500" caption="Le guardie dell'Altare della Patria e della "Tomba del Milite Ignoto""][/caption]

Una Caporetto Il testo racconta della disfatta di Caporetto dove gli italiani, non abituati ai ritmi faticosi della guerra di posizione, sono costretti a ritirarsi per 30 km se no gli Autriaci li avrebbero invasi. Questo è stato un duro colpo per l'Italia dato che l'unico capace a portarela alla vittoria è stato Garibaldi. Ora vi illustro una cartina sulla Disfatta di Caporetto.

Caporetto è un sinonimo di sconfitta Schieramenti: Regno D'Italia Austria-Ungheria e Germania

Luigi Cadorna Otto Von Below Luigi Capello Svetozar Borojević von Bojna
Effettivi:
257.400 soldati 353.000 soldati1.342 cannoni 2.518 cannoni
Perdite:
Dai 10.000 ai 13.000 morti 30.000 feriti 265.000 prigionieri 4.882 cannoni 50.000 tra morti e feriti 300.000 sbandati 50.000 disertori
oltre un milione di profughi civili

La Prima Guerra Mondiale: Il punto della Situazione! 28 Luglio 1914: Inizio della guerra. Essa inizia con l'uccisione di Francesco Ferdinando in Serbia. Italia ancora neutrale La Triplice Intesa ( Francia,Russia,Inghilterra) dichiara guerra alla Triplice Alleanza (Germania,Austria) 24 Maggio 1915: Italia dichiara guerra alla Germania e Austria ed entra a fianco della Triplice Intesa con il Patto Di Londra 1915: Si passa dalla guerra di movimento alla guerra di posizione oppure di TRINCEA Giugno/dicembre 1915: L'esercito italiano fu mandato all'assalto dell'altopiano del Carso ma non si ottenne alcun risultato. Maggio/Giugno 1916: L'esercito austriaco si impegnò in una " SPEDIZIONE PUNITIVA". Gli italiani avevano tradito la TRIPLICE ALLEANZA e quindi erano dei traditori, gli austriaci volevano penetrare nella Pianura Padana attraverso l'altopiano d'Asiago. L'esercito italiano respinse l'offensiva e riuscì a lanciare un contrattacco e a conquistare GORIZIA. 6 Aprile 1917: Gli USA entrano in guerra dopo che i tedeschi con un sottomarino colpirono il transatlantico (Lusitania) americano che causò la morte di 124 cittadini. 3 Marzo 1918: Pace di Brest-Litovsk stabilì le condizioni della resa. La Russia uscita dalla guerra : Cedeva alla Germania la Polonia e I Paesi Baltici e riconosceva l'indipendenza dell'Ucraina. 24 ottobre 1917: Disfatta di Caporetto! 11 Novembre 1918: termine della guerra: Si concluse con Perdite che sono riportate qui sotto: Intesa: Imperi Centrali: Militari Morti: 5.525.000 Militari Morti: 4.387.000 Militari Feriti: 12.990.000 Militari Feriti: 8.390.000 Militari Dispersi: 4.121.000 Militari Dispersi: 3.629.000 Civili Morti: 3.155.000 Civili Morti: 3.585.000 Perdite Effettive: 8.680.000 Perdite Effettive: 7.972.000 Emilio Lussu Emilio Lussu, nato a Armungia il 4 dicembre 1890 è stato un politico scrittore e militare italiano A Cagliari si laureò in giurisprudenza nel 1914. Nel periodo universitario Lussu si schierò con gli interventisti democratici perché l'Italia entrasse nella Prima guerra mondiale contro gli Imperi centrali. Nel 1916 la sua brigata fu inviata sulle montagne intorno ad Asiago per creare un fronte che resistesse a qualunque costo alla discesa degli austriaci verso Vicenza e Verona; le vittorie dei sardi nei primi scontri furono seguite da un potente contrattacco che li vide impegnati sino al luglio dell'anno successivo, sul Monte Zebio e nei pressi di Monte Castelgomberto. Era del resto questa la vera guerra di trincea, ed era la guerra di una truppa gestita dai suoi distanti generali con modi ed intenzioni che oggi apparirebbero intollerabili. Questa esperienza ispirò a Lussu il capolavoro per il quale è principalmente noto, Un anno sull'Altipiano, scritto nel 1937: si tratta di un'importantissima memoria, di un prezioso documento sulla vita dei soldati italiani in trincea che, per la prima volta nella letteratura italiana, descrive l'irrazionalità e il non-senso della guerra, della gerarchia e dell'esasperata disciplina militare in uso al tempo. I fatti narrati abbracciano un periodo che va dalla fine del maggio 1916 al luglio 1917: nello spazio di quest'anno, Lussu si trova a combattere gli Austriaci nell'altopiano di Asiago. Alla narrazione di una prima fase di guerra di posizione e di trincea, che viene combattuta dai due eserciti attestati l'uno di fronte all'altro, su linee fortificate, dopo la grande offensiva russa in Galizia che costringe gli Imperi Centrali a rallentare le operazioni sul fronte italiano, segue quella di un periodo di guerra di movimento (quella che si combatte allo scoperto) nella quale pare che gli italiani abbiano qualche possibilità di vittoria. Il memoriale di Lussu, comunque, si interrompe prima della XI battaglia della Bainsizza (annunciata nell'ultima pagina del libro) e della successiva rotta di Caporetto Di questo romanzo è stata fatta un riduzione cinematografica ad opera di Francesco Rosi dal titolo Uomini contro del 1970: una scena del film La grande guerra Il romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi ) e il milanese Giovanni Busacca ( Vittorio Gassman ) si incontrano durante la chiamata alle armi della prima guerra mondiale. Seppure siano molto diversi entrambi vogliono uscire indenni dalla guerra. Dopo l'addestramento, i combattimenti e i rari momenti di congedo i due dopo la disfatta a Caporetto vengono comandati come staffette portaordini ruolo molto pericoloso, che viene loro affidata perché considerati come i "meno efficienti". Dopo aver svolto la loro missione, si coricano in una stalla poco lontano dalla prima linea ma appena si sdraiarono vennero catturati da un gruppo di soldati Austriaci. I soldati li portarono dal loro comandante e li minacciarono di fucilarli se non avessero dato loro informazioni utili. Oreste e Giovanni per paura di morire , ammettono di essere in possesso di informazioni importanti. Ma quando l'ufficiale gli fa una battuta sprezzante verso gli Italiani essi decisero di non parlare e farsi uccidere. Questo video è tratto dal film Uomini Contro di Francesco Rosi

Questo è il video dove i soldati guardano il giornale e vedono scritto che loro stanno tutti bene e al caldo.

In questo video i soldati cercano di fare le caldarroste con un pentola che si faranno bucare dai nemici.

Questa è la scena dove l'ufficiale austriaco fa una brutta battuta sugli italiani e i personaggi principali si fanno fucilare rispondendo male al ufficiale.

Giuseppe Ungaretti Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d'Egitto l'8 febbraio 1888 da genitori lucchesi. Il padre, operaio allo scavo del Canale di Suez, morì due anni dopo la nascita del poeta in un incidente sul lavoro, nel 1890. La madre, Maria Lunardini, mandò avanti la gestione di un forno di proprietà, con il quale garantì gli studi al figlio, che si poté iscrivere in una delle più prestigiose scuole di Alessandria, la Svizzera Ecole Suisse Jacot L'amore per la poesia nacque durante questo periodo scolastico e si intensificò grazie alle amicizie che egli strinse nella città egiziana, così ricca di antiche tradizioni come di nuovi stimoli, derivanti dalla presenza di persone provenienti da tanti paesi del mondo; Ungaretti stesso ebbe una balia originaria del Sudan, una domestica croata ed una badante argentina. Ebbe uno scambio di lettere con Giuseppe Prezzolini. Nel 1906 conobbe Enrico Pea, da poco tempo emigrato in Egitto, con il quale condivise l'esperienza della "Baracca Rossa", un deposito di marmi e legname dipinto di rosso che divenne sede di incontri per anarchici e socialisti. Lavorò per qualche tempo come corrispondente commerciale, ma realizzò alcuni investimenti sbagliati; si trasferì poi a Parigi per svolgere gli studi universitari. Qui sotto sono riportate 3 poesie scritte da lui: Veglia, San Martino del Carso, Soldati. Veglia: Cima Quattro il 23 dicembre 1915 Un'intera nottata Buttato vicino A un compagno Massacrato Con la bocca Digrignata Volta al plenilunio Con la congestione Delle sue mani Penetrata Nel mio silenzio Ho scritto Lettere piene d'amore Non sono mai stato Tanto Attaccato alla vita. San Martino Del Carso: San Martino del Carso Di queste case Non è rimasto Che qualche Brandello di muro Di tanti Che mi corrispondevano Non è rimasto Neppure tanto Ma nel cuore Nessuna croce manca E' il mio cuore Il paese più straziato Soldati: Soldati Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie Questo è il link per vedere il video di Giuseppe Ungaretti intitolato "Contro la guerra e l'imperialismo"

 

 

CROAZIA

 

L'Istria nell'Ottocento

tvslo.si/predvajaj/istria-nel-tempo-5/ava2.58828876/

 

Il progetto "Istria nel tempo" e' stato realizzato dall RTV Slovenia, Centro Regionale RTV Koper-Capodistria, Programmi RTV per la Comunita' Nazionale Italiana in collaborazione con l'Unione Italiana di Fiume, Universita' Popolare di Trieste e il Centro di Ricerche Storiche Rovigno e con i mezzi delle Legge nº73/01 dello Stato Italiano per il tramite del Ministero degli Affari Esteri, nel 2008.

Quest serie documentaristica (in 2 DVD) propone in immagini la storia completa dell'Istria, dalla sua formazione geologica ai giorni nostri. Nei documentari sono stati pure inseriti diversi e significativi momenti di fiction con cui si e' cercato di rendere la storia dell'Istria interessante e coinvolgente, tenendo ben presente la storicita' degli avvenimenti, dei luoghi e dei costumi. Non mancano quindi ricostruzioni di momenti di vita, di frammenti di importanti eventi storici del territorio, inserti di timbo artistico e di comunicazione visiva, tutti tesi a ricreare lo spirito del tempo e a condurre lo spettatore/la spettatrice direttamente nel cuore degli avvenimenti che hanno contraddistinto la storia della penisola istriana.

La 5ª puntata (della durata 35 minuti) della serie porta il titolo "Il lungo Ottocento" e ripercorre la linea del tempo dall'epoca napoleonica al lungo periodo del governo austro-ungarico: la Primavera dei Popoli e la Grande Guerra. Nella suggestiva cittadina di Montona viene ricreata un'esistenza d'altri tempi dedicata alla campagna ed ai valori del mondo contadino. Nella citta' di Pola e nelle sue fortezze sono presentati gli ufficiali della Imperial Regia Marina Austriaca. A Parenzo, invece, viene proposta, in una fedele ricostruzione, la prima seduta della Dieta provinciale dell'Istria.

(testo tratto dal libretto del DVD)

 

Per seguire gli altri episodi del documentario, che ripercorre la storia dell'Istria dai tempi remoti fino ai giorni nostri, visitare la pagina di TV Capodistria, Slovenia (programma televisivo per la Comunitá Nazionale Italiana): www.rtvslo.si/capodistria/modload.php

 

Per consultare il manuale di storia regionale "Istria nel tempo" visitare il sito web del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno: www.crsrv.org/it/istria_tempo/homepage.html

 

 

 

 

ITALIA - LICEO VITTORIO GASSMAN

 

 

CLASSE 3F

 

Anno scolastico 2010-2011

 

Filmati che ripercorrono la storia d'Italia dall'unificazione ai nostri giorni

 

1800 video realizzato dagli alunni Amoroso-Gilles

 

XIX-XX secolo video realizzato dagli alunni D'alessandri - Martino

 

La grande guerra video realizzato dagli alunni Gennaccari - Elisei

 

Il Fascismo video realizzato dagli alunni Costantini - Ciambella

 

La seconda guerra mondiale video realizzato dagli alunni Toquero-Yusteenappar

 

Gli anni '60 video realizzato dagli alunni Faragalli - Velasquez

 

Gli anni di piombo video realizzato dagli alunni Galli - Patacchiola

 

Gli anni '80-'90 video realizzato dagli alunni Gianfrancesco - Wlderk