Translation in italian of "trip Lafrançaise-Montauban"

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Venezia, via del Gran Canale, 14

 

Il 13 ottobre

 

Papà, mamma,

 

Come state? Va tutto bene a casa? Vi scrivo questa lettera per annunciarvi qualcosa. Vi ricordate i miei grandi amici, Maëlle, Clémentine, Nina, Cyril, Alex e Camille? Ma sì, vi parlo sempre di loro! Ecco, ce ne andiamo. Partiamo insieme in cerca della città ideale. Perché ce ne andiamo? Hum... per lasciare la monotonia, stare insieme, partire all’avventura, scoprire, viaggiare e vedere se “l’ideale” è così perfetto come si dice. Partiremo con la nave, probabilmente verso est, andremo fino alla fine del mondo!!! E chissà, forse la nostra città ideale sarà da qualche parte nell’oceano... Comunque lo pensiamo, e partiremo in questa direzione! Questa città... la vedo gioiosa, colorata. Musica ovunque, cammini fiancheggiati di rose rosse, alberi, edifici rossi, verdi, blu, gialli, multicolori! Negozi, ristoranti, cinema, parchi, spazi di gioco e case, come in una bella città piena di vita! Sì, una città ideale è un’isola, tonda, da dove possiamo vedere il sole tramontare, svanire nel mare, in un mischio di rosa, di viola, di rosso. In questa città ideale, saremmo liberi, felici. Finalmente... Purtroppo, questo viaggio ha anche un aspetto negativo... la vostra assenza. Non so quanto tempo partirò, nè quando tornerò, ma mi mancherete durante il viaggio. La conoscenza dell’autonomia è difficile, ma ce la farò! I miei amici baderanno a me e io a loro. Questa lettera non è un addio, è un arrivederci .

 

Vi contatto presto !

 

Un bacio, vostra figlia che vi ama

 

Mélody

 

Maëlle

 

Ciao a tutti!” esclame Maëlle quando arriva davanti alla scuola media di Lafrançaise.

 

Maëlle è una delle mie amiche di cuore. Alta 1,68m, bionda, ha gli occhi azzurri, è atletica e muscolosa. Si lega sempre i capelli ed porta sempre,nonostante i nostri sforzi, una tuta o i jeans larghi. Il suo lato maschiaccio può far pensare che è sempre stata impulsiva e sicura di lei, ma quando l’ho incontrata, era molto timida. Da quando fa sport, ha più confidenza in lei. D’altronde pratica ginnastica, motocross e rugby. E’ sempre in movimento ed ha un’ agilità incredibile, ciò che le permette di infilarsi ovunque.

 

Sono tutti qui: Clémentine dorme sui bagagi. I suoi capelli biondi slavati lasciano intuire il suo lato sognatrice e i suoi occhi verde chiaro sono sempre sprofondati nel nulla. E’ alta e piuttosto snella. Le piace molto scrivere storie e poesie ma anche leggere, il suo scrittore preferito è Jules Verne. Del resto, si esprime sempre in rime ciò che ci annoia.

Cyril è il figlio di un tedesco e di una franco spagnola, ciò che gli ha permesso di imparare molte lingue: studia e parla bene l’inglese, l’italiano e il latino. E’ un ragazzo alto con i capelli lunghi e neri e occhi intelligenti azzurroverde. E’ bravissimo nelle lingue, tanto allo scritto quanto all’orale, grazie al fatto che i suoi lo portano spesso in viaggio e che legge molto in francese ma anche in lingue straniere. In questo momento della storia manda un sms.

 

Io ed Alex chiacchieriamo. Alex è quello più giovane: E’ una vera memoria viva, ha saltato la 4ª elementare. E’ alto, biondo con gli occhi marrone cioccolato, di origine inglese. E’ diventato specialista delle date e delle capitali grazie alle sue materie preferite: la storia e la geografia. Bilingue, è intelligentissimo e curioso, ciò che gli ha causato spesso problemi, ma è astuto e perspicace senza essere presuntuoso. Conosce tanti scherzi e sa sdrammatizzare.Ha girato per il mondo con la sua famiglia e la sua camera assomiglia a una grande biblioteca.

 

Maëlle lascia i bagagli e Nina condivide una barretta di cereali com Camille. Nina, ragazza snella con occhi azzurri dolci porta occhiali e ha i capelli castani ricci. E’ quella scienziata del gruppo. Intelligente, le piacciono i calcoli, la chimia e l’astronomia. Ha anche un ottimo senso dell’osservazione, e capisce speso quello che pensiamo solo guardandoci. Due anni fa, l’abbiamo aiutata a installare un laboratorio nella sua cantina perché possa esperimentare in santa pace. Conosce tutti i nomi delle piante, alberi estelle, e spende tutta la paghetta per comprare materiale scientifico. E’ da tre anni ormai che partecipa regolarmentea concorsi d’invenzione. Il suo armadio contiene quasi esclusivamente sweats con il cappuccio che indossa sempre.

 

In quanto a Camille, è un ragazzo di statura media, um po’ cicciotello, con capelli castano chiaro che inquadrano i suoi occhi marrone. E’ leggendaria nel gruppo la sua golosità: l’anno scorso ha pure partecipato a un concorso di mangiatori di pizze! Molto discreto, è sempre di buon umore ed è molto tenero. Non pratica nessun sport, e gli piacciono i dolci e i dolciumi. Ha imparato a cucinare da solo, e sperimenta ricette su di noi? E quanto ne siamo felici! Le sue specialià sono il tiramisù e i macarons. Gli piace cucinare per la sua famiglia e i suoi amici.

Ed io, mi chiamo Melody. Sono metisse, com lunghi capelli neri e occhi verdi. Suono il piano e la chitarra da quando ho 6 anni e, già,ho portato la mia chitarra con me in quest’avventura, aggiunge sempre un pizzico di buon umore. Compongo canzoni e melodie che scrivo in un libretto che si trova sempre nel mio zaino.Adoro cantare, ed ho sempre una musica in testa. Si dice spesso di me che ho un buon orecchio musicale: posso ricordarmi e riprodurre qualsiasi stile di musica. Ho lunghe dita, è molto pratico per suonare la chitarra! La mia camera assomiglia ad una vera discoteca e i muri sono coperti di posters dei miei gruppi preferiti: i One Direction ed i Beatles. Da sempre, porto una collanina d’ oro con un pendente a forma di chiave di sol.

 

Ma torniamo alla nostra storia. Ognuno di noi ha nel suo zaino vestiti, scarpe, una lampada tascabile, una bottiglia d’acqua e il necessario di toeletta. Ci sono anche 2 tende: una per le ragazze e una per i ragazi. Devono essere le 5.30 passate quando il sole comincia ad alzarsi su questa mattina del 3 luglio, in un mischio di rosa, di rosso, di viola e d’arancione che si riflette nelle nuvole.

Dovremmo partire, no? suggerisce Clémentine. Meglio partire quando il tempo è bello.

- Sì, hai ragione,ma primo dovremmo comprare qualcosa da mangiare, propone Cyril.

- Non preoccuparti per questo, ci ho pensato!” si entusiasma Camille.

I cornetti inghiottiti, spiego: “Per cominciare saliremo fino alla rotonda davanti al municipio. Vi spiegherò il seguito dopo! Vi dico solo che il viaggio fino a Montauban durerà 3ore e mezza! Allora, via!!”

Allora prendiamo il cammino fiancheggiato di albrei che porta al municipio, caricati dei nostri bagagli. Poi arrivati, Clémentine grida: “Qui comincia il nostro viaggio!Partiamo nonostante la nostra età!

-Sì, e adesso continuiamo a camminare nel corso St Maurice poi scendiamo la costa di St Greorges” dico.

Dunque camminiamo chiedendoci di che cosa sarà fatto il nostro destino, ammirando il paesaggio tanto familiare, pieno di verde, di alberi imponenti e di fiori multicolori. Discesa la costa, abbiamo già percorso più di un chilometro.

E adesso? chiede Camille. Dove andiamo?”

- Allora a quell’incrocio, dobbiamo prendere a sinistra! E continuare su quella strada, la D927.

- Come fai a sapere tutto questo ? si stupisce Alex.

- Ebbè, ho una carta”! spiego ridendo.

Ripartiamo e Maëlle comincia a cantare una canzone imparata due anni fa, in 2ª elementare: “Spensierati, la testa nelle nuvole, sognavamo di viaggi. Con un cuore grosso così e sei corde sotto le dita..., l’accompagniamo io e Clémentine. Erano gli anni chitarra!Anni colore speranza, era l’età in cui tutto è permesso, mi, la, ré, sol, si, mi!” gridano tutti.

Poi, ridendo arriviamo all’intersezione della D45 e della D927. Di fronte a noi si inalza il ponte del Saula, grande ponte bianco sospeso sopra il Tarn. Camille si gira su di me e dice: “Dove andiamo adesso? Prendiamo il ponte o continuiamo dritto?

- Andiamo dritto! Avanti!

-Va bene capitano!” grida Maëlle.

Dunque continuiamo sulla D927, passiamo davanti a campi di grano dorati, di mais d’un verde luminoso, davanti a piccoli e grandi frutteti, a papaveri e margherite. Talvolta ci fermiamo per bere un po’. Nesuno si lamenta o chiede una pausa. Camminiamo ancora su questa strada, chiamata qui Strada di Bordeaux, attraversando paesaggi che conosciamo a memoria, visto che siamo cresciuti nei dintorni, che abbiamo preso queste strade e abbiamo giocato in questi campi tante volte che abbiamo l’impressione di abitare qui. Adesso è da 1 ora e 45 che abbiamo cominciato il nostro viaggio, 1.45 ora che abbiamo detto arrivederci al nostro quotidiano, 1.45 ora che camminiamo.Ci fermiamo per bere e mangiare, poi mi interrogo: “Dormiamo nelle tende stasera oppure no?

-Mio zio abita vicino al museo Ingres, mi ha proposto di sistemarci in una camera da lui, spiega Nina.

-Oh! grazie Nina! gridano Maëlle e Cyril.

-Ma, dimmi, quanti chilometri ci restano prima di arrivare a Montauban? mi domanda Nina.

-Ci restano ancora 3,740 km prima di arrivare, allora via!”

Sono le 7.15 e il sole è adesso ben visibile. Le macchine cominciano ad arrivare e stiamo più attenti. Poi verso le 8.40, i negozi diventano sempre più numerosi. Proseguiamo, circondati da cartelli pubblicitari, da macchine, da case e da negozi.Passiamo davanti alla base militare, circondata da immensi mura sulle quali sono fissati fili spinati, e Camille confessa:

-Quando ero piccolo, sognavo di fare il militare, perfino chiedevo a mia sorella di chiamarmi Generale Camille!

-Io, il parco che c’è di fronte, lo chiamavo il parco del missile, perché tra tutti i gochi che ci si trovavano, ce n’era uno che aveva la forma di un missile ed era il mio preferito!” mi esclamo.

Attraversiamo il parco e usciamo dal lato est, sul Quai di Verdun, proseguiamo sul lungo Tarn, e e ci ritroviamo di fronte al museo Ingres alle 9.10. Nina ci porta a casa di suo zio perché possiamo lasciare gli zaini nella nostra camera. Fatto questo, ci ritroviamo fuori.

Bene, sono le 10, dove andiamo? Propongo di restare qui un giorno,così ci riposiamo, propone Alex, stanco.

-Sì, buon’idea! In questo caso, visitiamo! Potremo divertirci! grida Clémentine saltellando.

- Hum... Propongo che andiamo in centro, così passeggeremo per le vie, e a mezzogiorno ci compreremo panini! “ propone Maëlle.

Dunque camminiamo fino alla via della Resistanza e arriviamo su una grande piazza lastricata, circondata da archi e negozi. Andiamo per le viuzze, immaginadoci un secolo indietro, su grandi cavalli, con grandi vestiti per le ragazze e magnifici costumi per i ragazzi.Continuiamo la nostra visita, ammirando le statue, l’architettura di Montauban, passando davanti ai negozi e ai ristoranti. Poi, verso le 12 circa, andiamo fino al parco di fronte al museo Ingres e ci sediamo su banchi per mangiare i panini. Mangiando, comincio a condividere i miei sentimenti su questo primo viaggio:

Ho un po’ paura dello sconosciuto, ma sto con voi, e ora, sto un po’ meglio.

-Io non ho ancore realizzato che ci stiamo, partiamo, dunque non impressione particolare! spiega Alex.

- Io sono contento di partire! Finalmente un cambiamento! si esclama Cyril.

- Io so che fino a quando saremo insieme, non avrò paura, dichiara Maëlle.

- Non so cosa pensare... Spero solo che potremo divertirci e stare più vicini!” dice Clémentine, in rime, come al solito. Finiamo di mangiare, poi, alex propone: “Sono le 13.40, andiamo al museo Ingres?”

Attraversiamo la strada e entriamo nel museo. Ognuno di noi ha già visitato tante volte questo museo, ma ci fermiamo davanti alle nostre opere preferite.

La mia è questa: “Stan V (St Tropez)” di Vincent Bioulès, quella che rappresenta il mare, con navi e gente che l’ammirano, mi sembra così reale! Le navi, le rocce, il blu del mare, e la gente che sembra ipnotizzata, è splendido!

- Per me è lo stesso!E’ la mia opera preferita! dichiara Cyril.

-Io, preferisco “L’estate indiano a Montpellier”! Guarda un po’ questi colori, gli alberi fuori,l’esterno con tutto questo verde! E l’interno, nelle tinte rosse... Ma quello che mi piace oltre tutto, è questo specchio, questo specchio che dà l’impressione che siamo parte del quadro! spiega Alex.

- La mia opera preferita è una statua di Bourdelle! Quella che si chiama “Il busto di Beethoven”. E’ così bella. Trovo che l’espressione del viso è sincera, gli occhi chiusi, le labbra strette e sembra concentrata! descrive Clémentine;

- Ebbè, la mia opera preferita è una di Ingres: il quadro “Il Sogno di Ossian”, lo trovo speciale, con quest’uomo in armatura, la lancia puntata su un sacco di persone e di statue visto i loro colori, e questo vecchio uomo al primo piano, come morto sulla sua arpa. Ci sono anche molti colori scuri, sono affascinata!” dice Nina.

Poi torniamo a casa dello zio di Nina. Dopo che ciascuno ha fatto la doccia, ci ritroviamo nella camera perché io spieghi i progetti dell’indomani.

Bene, allora, abbiamo 10 ore e mezza di marcia per andare a Tolosa. propongo di partire alle 9, arriveremo a Fronton, per passare la notte, poi ripartiremo per Tolosa l’indomani. Cosa ne pensate?

- Sono d’accordo! conferma Alex. Mangiamo nella camera, poi, mi sistemo sul letto e comincio a suonare la chitarre, um brano dei Beatles. Io e Clémentine cantiamo: “Yesterday, all my troubles seemed so far away, now it looks as though they’re here to stay, ao I believe in yesterday”

 

-Dite ragazze, mica conoscete una canzone più lieta? Allora smetto di suonare e ricomincio con una canzone del nostro gruppo preferito a me e Maëlle, i One Direction “Let’s go crazy, crazy, crazy till we see the sun I know we only met but let’s pretend ilt’s love and never, never, never stop for anyone tonight let’s get some... and live while we’re young”.

Poi ci diamo la buona notte e andiamo a letto. Alle 22 tutti dormano.

L’indomani alle 8, la sveglia suona e dopo esserci vestiti e aver fatto colazione, ci ritroviamo davanti a casa alle 9. Salutiamo e ringraziamo lo zio di Nina per la as ospitalità.

Prendiamo la direzione del Ponte Vecchio, um vecchio ponte, come lo indica il suo nome, dalle pilastre che formano arche di stile architetturale gotico, il suo vecchio colore marrone chiaro gli dà un certo carismo. Lo attraversiamo e continuiamo sulla N20, direzione Tolosa.

Dopo aver camminato 2,6km cambiamo strada, attraversiamo Bressols, Corbarieu e Labastide-Saint-Pierre, circondati da frutteti pieni di alberi verdi, daí quali pendono albicocche mature, parecchi campi di fori di girasoli e case. Ovunque guardiamo, vediamo verde, arancione o ancora giallo.

Poi, i campi si rareficano, e siamo circondati di vigne. Mi ricordo allora che mio padre mi parlava talvolta dei vini squisiti di Fronton. Usciamo dalle vigne e entriamo nel paese.

Mangiamo i panini preparati la vigilia dallo zio di Nina, poi, ci sistemiamo in un campo abbandonato, invaso dalle erbe. Là, in mezzo al campo si trovano due tende. Ci avviciniamo e vediamo 4 persone della nostra età uscire: 2 maschi e 2 femmine. Un ragazzo si avvicina a noi e dice:

Buongiorno, io sono Gabriel. Poi,mostra il resto del gruppo com la mano. Loro sono Lola e Zoé, e lui si chiama Mick.

-Piacere”, dice Maëlle, poi ci indica e dice: “Essi sono Alex, camille e Cyril ed esse sono Clémentine, Nina e Mélody. Io mi chiamo Maëlle.

Sistemiamo le nostre tende, poi ci ritroviamo tutti nella tenda di Gabriel e Mick.

Gabriel è un ragazzo dai capelli neri e dagli azzurri vivaci, porta dei jeans slavati, un maglietta bianca e una giacca grigia. Mick, lui, sembra più sereno e maturo del suo amico. Ha grandi occhi color nocciola, rassicuranti, e capelli biondi da bambino buono.

Ci dicono che Zoé è la sorella di Mick, ciò che ci stupisce : lui è così sereno, mentre lei sembra tanto gioiosa, tanto stravagante ! I suoi occhi verdi brillano dalla gioia, i suoi lunghi ricci biondi saltellano appena ride. Tuttavia, una luce viva d’intelligenza persiste nei suoi occhi. In quanto a Lola, è una ragazza dai capelli rossi, con tante lentiggini sul naso e degi occhi neri profondi.

Chiacchieriamo fino alle 17, poi andiamo a mangiare in un ristorante. Ordiniamo pizze. Mangiando, sappiamo che anche loro partono con amici alla ricerca della città ideale. Quindi decidiamo che l’indomani faremo un pezzo di strada insieme. Poi, la pancia piena, torniamo nel nostro campo desolato.

Ci diamo appuntamento davanti alle tende alle 8 l’indomani.

 

Dopo esserci coricati, dormiamo fino alle 7. Poi, alle 8 andiamo verso Bouloc a piedi. Lasciamo le vigne e ci ritroviamo davanti al crepuscolo sui Pirenei.

E’ splendido : sulle montagne, raggi di sole rossi, rosa, viola e arancione si riflettono . Il sole s’inalza nel cielo, dando l’impressione che sta per porsi sulle cime.

Decidiamo di far colazione qui, davanti a quel paesaggio da mozzare il fiato. Lontano, sentiamo al rumore di un ruscello e quello del vento nelle foglie degli alberi. Intravediamo pure un ragazzino che gioca con un cane. Poi, dopo aver mangiato, ci voltiamo verso destra e vediamo una cerva che corre tra gli alberi, salta al di là del ruscello e scompare. Dietro, corre il cerbiatto con il mantello marrone macchiato di bianco. Tutti siamo commossi di intravedere uno spettacolo così bello, davanti all’ alzare del sole. I nostri visi sono illuminati da una luce arancione, e una fiamma infantile brilla negli occhi dei miei amici.

 

Poi ripartiamo. Arriviamo a Bouloc dove dobbiamo lasciare i nostri amici. Dopo esserci abbracciati, continuiamo. Passiamo via città come Bruguières, Lespinasse e Castelginest sempre con il nostro in testa e Toulouse all’orizzonte. Camminiamo sul ciglio della strada, siamo circondati da foreste di quercie, passiamo talvolta davanti a mucche, cavalli, capre, anatre e vediamo case, stagni, ruscelli e fattorie. Finalmente, verso circa le 14 i primi sobborghi appaiono, i negozi sono più numerosi, le case più vicine le une dalle altre. Dapertutto, ci sono vasi di terra pieni di fiori sull’orlo delle finestre, tappeti erbosi freschi con bambini che giocano e i genitori che controllano dalla porta. Giusto prima di giungere a Tolosa,rimaniamo a bocca aperta davanti a una casa magnifica : di mattone rosso con un arco di legno sul quale si arrampicano rose rosse. Sotto quest’arco, si vedono un sentiero di terra e sui cigli rose arancione. Sogniamo tutti di possedere questa casa. Arriviamo a Tolosa, fieri di aver vincere la scommessa e sognando del nostro futuro.

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